Si fingeva medico assunto dall’Ulss: sui social chiedeva soldi per venire in Italia

In un’epoca in cui i camici bianchi sono diventati merce rara e la sanità veneta guarda sempre più spesso oltre i confini nazionali per reclutare nuovi professionisti, la storia poteva sembrare credibile. Fin troppo credibile. Ed è proprio su questo che ha fatto leva un tentativo di truffa scoperto nei giorni scorsi e segnalato dall’Ulss 8 Berica.

A far scattare l’allarme è stata una cittadina che, insospettita dalle richieste ricevute sui social, ha deciso di verificare quanto le veniva raccontato. Dall’altra parte dello schermo c’era un presunto medico straniero che sosteneva di lavorare all’estero e di essere stato assunto dall’azienda sanitaria vicentina. A sostegno della sua versione mostrava persino una lettera di assunzione apparentemente ufficiale. Peccato che fosse falsa. Il profilo utilizzato per il raggiro riportava lo pseudonimo di “Frank Wooden”, ma secondo l’Ulss 8 Berica non è escluso che lo stesso schema possa essere replicato utilizzando altri nomi e altre identità virtuali. Il copione è sempre lo stesso: il sedicente medico racconta di essere pronto a trasferirsi in Italia per prendere servizio, ma di avere bisogno di denaro per coprire le spese del viaggio o altre incombenze burocratiche. Da qui la richiesta economica rivolta alle potenziali vittime.

Un meccanismo che sfrutta non solo la buona fede delle persone, ma anche una situazione reale e ben nota: la ricerca di personale sanitario proveniente dall’estero per far fronte alla carenza di medici e operatori. Un contesto che rende la storia raccontata dal truffatore particolarmente verosimile. Magari con la promessa di una certa riconoscenza e disponibilità una volta approdato nel Belpaese. La frode è stata però smascherata grazie alla prudenza della cittadina che non si è fidata e ha segnalato il caso. L’Ulss 8 Berica ha invitato quindi alla massima attenzione nei confronti di profili online sospetti, soprattutto quando le conversazioni approdano a richieste di denaro o fanno riferimento a documenti apparentemente riconducibili a enti pubblici. Il consiglio resta quello di verificare sempre le informazioni attraverso canali ufficiali e di non effettuare trasferimenti di denaro a persone conosciute esclusivamente tramite i social network. Perché dietro una storia costruita con cura e apparentemente plausibile può nascondersi l’ennesimo tentativo di truffa.

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