Sicurezza, sabato il corteo dell’estrema destra. Michelusi: “Thiene non è insicura”

Da una parte gli organizzatori, che si firmano genericamente “un gruppo di cittadini e commercianti” e che sfileranno in centro, sabato pomeriggio 24 gennaio, per chiedere più sicurezza; dall’altra semplici cittadini, negozianti del centro e amministrazione comunale che contestano il fatto che Thiene faccia i conti con un degrado crescente, mentre altri, come il consigliere comunale Alaeddine Kaabouri puntano il dito contro la mancanza di trasparenza sui veri organizzatori, ossia soggetti dell’estrema destra.
Le parole d’ordine della manifestazione
“Thiene non é più una città sicura. Partecipa anche tu al nostro corteo pacifico e apolitico per la sicurezza della nostra città. Thiene é stanca di degrado, violenza e spaccio, cittadini e commercianti hanno quindi deciso di scendere in piazza per protestare con metodi pacifici la dilagante criminalità che minaccia il nostro quieto vivere. Sii il cambiamento che vorresti per la tua città!”. Sono queste le parole d’ordine degli anonimi organizzatori.
Kaabouri: “Promotori di estrema destra”
L’ambiguità e preoccupazioni per la manifestazione vengono sottolineate dal consigliere comunale Aleddine Kaabouri, che riconosce la legittimità di protestare per la sicurezza, ritenuta “importante e di interesse collettivo”, ma che ricorda “la rappresentazione di una ‘insicurezza dilagante’ o di una ‘città allo sbando’ “rischia di alimentare paure sociali scollegate da un’analisi concreta dei problemi”. A destare maggiore preoccupazione è soprattutto il profilo politico degli organizzatori. “In passato, alcuni di questi – afferma il consigliere comunale – si sono resi protagonisti di comportamenti poco compatibili con il rispetto del confronto democratico, come la rimozione di materiali politici regolarmente affissi. Dai contenuti pubblici condivisi sui social emerge inoltre l’utilizzo di simboli riconducibili a ‘Riconquista‘, gruppo di estrema destra attivo nel territorio vicentino e noto per posizioni apertamente xenofobe. Tra i sostenitori dell’iniziativa figurano anche persone iscritte o vicine al Blocco Studentesco, organizzazione legata a CasaPound, movimento che si richiama a valori neofascisti”.
Per Kaabouri, insomma, “è difficile sostenere la narrazione di un corteo ‘senza bandiere’ o ‘apartitico’, quando le appartenenze ideologiche di chi lo promuove sono pubbliche e facilmente riconoscibili. La domanda, a questo punto, è inevitabile: è opportuno che il tema della sicurezza venga veicolato da soggetti che costruiscono consenso sulla paura, sull’esclusione e sull’individuazione di un nemico? Come cittadino antifascista, ritengo doveroso sollevare queste questioni affinché Thiene non venga strumentalizzata e perché parole importanti come ‘sicurezza’ non diventino un cavallo di Troia per ideologie incompatibili con i valori democratici su cui si fonda il nostro Paese”.
Sull’ambiguità degli organizzatori si scaglia anche il sindaco di Thiene Giampi Michelusi. “Ma davvero a Thiene c’è una percezione di insicurezza? I dati ufficiali forniti dalla Prefettura, indicatori oggettivi della sicurezza in città, raccontano una realtà sana dove i pochi episodi, comunque assolutamente deprecabili, sono da ritenersi ‘fisiologici’ in una realtà di più di 24 mila abitanti”.
Ed eccoli i numeri: di furti, nel 2024, ne erano stati denunciati 86, 89 nel 2025; episodi di spaccio hanno fatto segnalare 8 reati nel 2024, 7 nel 2025; per quel che riguarda le rapine, sono state 20 nel 2024, 6 nel 2025. “Si tratta di dati che non giustificano una rappresentazione allarmistica della città, – aggiunge il sindaco di Thiene – e tanto meno slogan che rischiano di danneggiare l’immagine di Thiene, non solo a livello locale, e il lavoro quotidiano di chi vi opera con impegno e responsabilità. È questa la voce ed è questo il sentimento che condivido, per il tramite del presidente Andrea Retis, con Confcommercio, impegnata a tutelare il diritto al lavoro e gli interessi delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, tanto più in questo periodo in cui i saldi di fine stagione rappresentano l’opportunità di sostenibilità economica per molte attività, in un contesto sempre più segnato dalla grande distribuzione e dagli acquisti attraverso il web”.
“Sarà, invece, un sabato, questo prossimo, – aggiunge il primo cittadino – che necessariamente vedrà rimossi i plateatici dei bar e schierate le forze dell’ordine a spese della collettività, in aree a forte vocazione commerciale, in attesa del passaggio del corteo e nella speranza che questo sia pacifico, lasciando dietro di sé quantomeno una narrazione distorta della realtà e un pomeriggio di mancati affari per gli operatori. Tutto questo per perseguire esattamente quale bene per i cittadini? Quale valore pubblico si vuole generare con questa iniziativa? La sicurezza non si costruisce alimentando paure o parlando ‘per sensazioni'”.
“La sicurezza – aggiunge – si costruisce con il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine, con la collaborazione istituzionale, con politiche concrete e con il rispetto della verità dei fatti e, in questo caso, dei numeri. Questa Amministrazione non sottovaluta e non ha mai sottovalutato le preoccupazioni dei cittadini e di ogni realtà commerciale, produttiva, aggregativa, che vengono ogni giorno ascoltati con attenzione, rispetto e tempestività, credendo fortemente nel dialogo, nel confronto e nella trasparenza dell’attività amministrativa. Come sindaco di tutti i cittadini thienesi, ritengo inaccettabile che si parli di Thiene senza conoscere i dati, incuranti del danno che una narrazione distorta della realtà porta con sé in termini di benessere di ogni categoria di cittadino. Thiene è una comunità viva, responsabile, accogliente e attrattiva, come anche gli ultimi dati demografici dimostrano: al 31 dicembre 2025 la popolazione è aumentata di 311 abitanti rispetto al 2024, con un saldo migratorio positivo di 383 unità. Dati che testimoniano come molte persone scelgano di diventare cittadini thienesi, cittadini che hanno il diritto di essere informati correttamente e rappresentati nel tessuto sociale in modo oggettivo e coerente con la realtà. Il confronto è sempre benvenuto, la strumentalizzazione no“.
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