Ucciso a sprangate il patron di TelePordenone. Mario Ruoso aveva 87 anni

È stato ucciso brutalmente con colpi di sprangate alla testa. È morto così Mario Ruoso, noto imprenditore e patron di TelePordenone. A riferire quanto accaduto, parlando di “un omicidio ancora tutto da verificare”, è stato il Procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, uscendo dall’abitazione dell’uomo al termine del sopralluogo con la polizia scientifica.
I fatti sono ancora tutti da verificare mentre sulle indagini c’è il massimo riserbo. La ricostruzione di quanto accaduto è stata fatta grazie all’ispezione sul cadavere effettuata dal medico legale Antonello Cirnelli, il quale ha impiegato oltre tre ore prima di riferire agli investigatori, che lo hanno accompagnato per i rilievi. Al momento ‘unica cosa filtrata da ambienti investigativi è che “c’è stata una mattanza”, con l’assassino che avrebbe infierito ripetutamente sul corpo dell’anziano imprenditore.
Ruoso, 87 anni, era noto per essere stato uno dei primi imprenditori friulani a investire nel settore delle televisioni private e a fondare una tra le più antiche tv locali che, dopo decenni di intensa attività, ha chiuso due anni fa. Cavaliere del lavoro, era anche il proprietario di una delle più longeve rivendite di veicoli del Friuli Venezia Giulia. A luglio scorso una costosissima Lamborghini Diablo, presente nel suo salone, era stata data incendiata con delle carte presenti all’interno dell’ufficio dell’imprenditore. Un fatto inquietante che potrebbe essere stato preludio all’omicidio.