Guerra in Medio Oriente, paura a Vicenza: “Tacciano le armi, l’Italia scelga la diplomazia”. Video

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Mentre i venti di guerra sono tornati a soffiare con violenza, colpendo questa volta il medio oriente e vedendo in prima linea Stati Uniti e Israele, da Vicenza, sede di due basi militari, parte l’accorato appello del sindaco Giacomo Possamai che invoca un serio intervento da parte del governo italiano e chiede, ancora una volta, l’invio di forze dell’ordine a presidiare la città.

“Ciò che ci allarma è il pericoloso ritorno alla legge del più forte”, è il commento del sindaco Giacomo Possamai, consapevole di essere il primo cittadino di una delle città nel mirino in Italia in quanto “sede distaccata” degli U.S.A.
Non nasconde la paura e chiede al governo di intervenire.

“Siamo molto preoccupati per l’escalation militare da parte degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran – spiega Possamai – Non di certo per la vicinanza nei confronti della dittatura sanguinaria che governa l’Iran, anzi la nostra vicinanza va sempre al popolo iraniano, che combatte per la libertà.

Ma perché l’idea che si sta affermando ancora una volta che la legge del più forte, portata avanti da Stati Uniti e Israele, e quindi la cancellazione del diritto internazionale alimenti ancora una volta e ancora di più la guerra nel mondo, e rischia di insanguinare il mondo”.

Ciò che emerge dal contesto attuale è infatti l’idea che le controversie internazionali possano essere risolte esclusivamente attraverso la potenza bellica. Un concetto che travalica e annienta il diritto internazionale e una deriva che oltre a non portare soluzioni alimenta nuovi conflitti.

Vicenza come si colloca in questo contesto?
“Vicenza è una città di pace – spiega Giacomo Possamai – Vicenza ha una storia di impegno per la pace e per la non violenza ed in questo contesto è doveroso invocare la pace. La nostra è una città che da decenni ospita due importanti installazioni militari americane, la Caserma Ederle e la caserma del Din, ma è anche una città che ha scritto pagine fondamentali nella storia dell’impegno per la non violenza”.

L’appello da Vicenza al governo italiano guidato dalla premier Giorgia Meloni è fortissimo: “Tacciano le armi – sottolinea Possamai – Chiediamo che si torni immediatamente alla via diplomatica. Chiediamo all’Italia e all’Unione Europea di agire con determinazione per fermare l’escalation, promuovendo il dialogo anziché il confronto armato”.

I vicentini possono sentirsi al sicuro?
C’è poi un tema di sicurezza locale che non può essere ignorato, perchè ospitare basi di questa rilevanza strategica in un momento di tensione globale così acuta espone il nostro territorio a rischi specifici. Di recente il governo ha imposto a Vicenza tagli sulle forze dell’ordine, in quanto da Roma è considerata una città sicura e per 30 agenti che sono andati in pensioni ne sono stati rimpiazzati solo 6.

“L’appello che da Vicenza facciamo al governo è che la città sia attenzionata come merita – conclude Possamai – Per questo, rinnoviamo con urgenza la richiesta al governo di un potenziamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. La sicurezza dei cittadini vicentini deve essere una priorità assoluta, specialmente oggi che la nostra città si trova, suo malgrado, al centro di dinamiche geopolitiche così pericolose”.

Vicenza ospita la 173esima Airborne Brigade Combat Team, il reparti di paracadutisti più decorato dell’esercito americano e lo United States Army Africa (USARAF). La Caserma Ederle dispone di una pista militare allungata e ristrutturata nel 2007.

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