Piccole Dolomiti, case al costo di un caffè: online le prime 25 schede immobiliari

Il progetto “Green Communities Piccole Dolomiti”, con case in vendita a 1 euro a Posina, Valli del Pasubio e Recoaro, entra ufficialmente nel vivo. Dopo mesi di attesa l’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti ha pubblicato sul proprio sito web le schede tecniche dei primi 25 immobili messi a disposizione dai proprietari.
Si passa dalle parole ai fatti per chi aveva manifestato interesse nell’acquistare una casa al prezzo simbolico di un caffè, che ora può consultare dettagli tecnici, posizione e stato di conservazione degli edifici per presentare la propria candidatura ufficiale.
Negli ultimi mesi il progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare nel territorio dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti, noto come “Case a 1 euro”, aveva suscitato un’ondata di interesse in potenziali compratori di immobili abbandonati. La sfida principale è stata convincere i proprietari a cedere edifici spesso abbandonati o fatiscenti.
Alla fine comunque un po’ di case sono comunque arrivate. Sono 25 in tutto, distribuite tra i comuni di Posina, Valli del Pasubio e soprattutto a Recoaro.
Come partecipare
Per gli aspiranti abitanti delle contrade, il tempo delle valutazioni è adesso. Sul portale dell’Unione Montana non sono presenti solo le caratteristiche tecniche e le foto degli edifici, ma è già disponibile al download il modulo per la presentazione della domanda.

L’obiettivo non è solo vendere muri, ma innescare un processo di recupero architettonico e sociale.
“Siamo consapevoli che si tratta di un progetto sperimentale, ma abbiamo fiducia – ha dichiarato Mosè Squarzon, presidente dell’Unione Montana – Il ripopolamento delle contrade è un tema che ci sta a cuore e che interessa molto anche ai giovani. Ci auguriamo di aver rotto il ghiaccio”.
Il progetto è sicuramente un’opportunità per il territorio. Non punta infatti solo a salvare vecchie strutture dal crollo, ma a contrastare lo spopolamento montano, portando nuova linfa vitale in aree che rischiano l’abbandono. Sebbene non tutti i comuni dell’Unione abbiano risposto con lo stesso entusiasmo, l’ottimismo resta alto: le prime 25 abitazioni faranno da apripista per una tendenza che potrebbe cambiare il volto delle Piccole Dolomiti nei prossimi anni.
“Potrebbe essere il primo passo di una tendenza destinata ad allargarsi in futuro – ha sottolineato Mosè Squarzon – Ringrazio quanti hanno aderito all’iniziativa e spiace solo che non tutti i comuni abbiano risposto a questa chiamata. Quello del ripopolamento delle contrade è un tema che ci sta molto a cuore e che negli ultimi anni ha destato interesse anche nei giovani: ci auguriamo di aver rotto il ghiaccio e guardiamo con ottimismo agli sviluppi possibili”.

Cosa fare per chi è interessato
Le schede degli immobili e il modulo per la presentazione della domanda sono consultabili sul sito dell’Unione Montana al seguente link, raggiungibile dalla home page del sito:
https://www.umpasubioaltovicentino.it/Novita/Notizie/GREEN-COMMUNITIES-PROGETTO-CASE-A-1-VETRINA-IMMOBILI-OFFERTI
Una volta individuato l’edificio, gli interessati potranno visionarlo esternamente sul posto, in autonomia. Non sono invece previste visite di accompagnamento anche perché nella maggior parte dei casi gli immobili non sono in sicurezza e non è possibile accedervi.
Entro il 16 aprile 2026 gli interessati dovranno compilare e consegnare il modulo di manifestazione di interesse poi entro 2 mesi dall’eventuale assegnazione, gli interessati dovranno stipulare il contratto di vendita con il compratore, pena la decadenza. Entro 6 mesi dalla stipula del contratto dovrà essere depositato nel comune di pertinenza, il progetto di ristrutturazione ed entro 12 mesi dal rilascio del permesso di costruzione dovranno essere iniziati i lavori. Gli stessi lavori dovranno essere terminati entro tre anni dalla data di stipula del contratto.
Una persona potrà presentare richiesta per più case ma potrà risultare assegnataria di un solo immobile.
Il bacino territoriale interessato all’iniziativa è quello dei 10 comuni dell’Unione Monte di Malo, Piovene Rocchette, Posina, Recoaro Terme, San Vito di Leguzzano, Santorso, Schio, Torrebelvicino, Valdagno, Valli del Pasubio e ricalca progetti analoghi già avviati con successo in altre parti d’Italia per contrastare lo spopolamento delle aree montane.
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