Resta incastrato nella Grotta dei cinghiali volanti: salvato speleologo ventenne

È stato portato in salvo lo speleologo italiano di 20 anni che era rimasto bloccato nel tardo pomeriggio di domenica a 120 metri di profondità nella “Grotta dei Cinghiali Volanti”, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. L’allarme era scattato nel pomeriggio ed era partito subito un imponente intervento del Soccorso alpino e speleologico piemontese. Lo speleologo era rimasto cosciente e vigile mentre collaborava con i soccorritori, ma aveva una gamba immobilizzata da un grosso masso che si è staccato al suo passaggio.
Sul posto si sono subito mobilitate 42 unità del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, provenienti dalle delegazioni di Piemonte, Liguria e Lombardia. Tra loro otto sanitari e otto tecnici disostruttori, figure specializzate nel rimuovere o ridurre ostacoli in ambiente sotterraneo complesso. I tecnici hanno lavorato contemporaneamente su due fronti: ridurre le dimensioni del masso che bloccava la gamba del ragazzo e allargare alcuni passaggi stretti della cavità per consentire, se necessario, il transito di una barella.
La grotta dei Cinghiali volanti si trova a 1.200 metri di quota, nell’area carsica Rocca d’Orse-Val d’Inferno, molto popolare tra gli speleologi, grazie alla presenza di oltre 600 cavità censite tra grotte, pozzi e grandi sistemi sotterranei. La grotta si chiama così per via della tradizione tipica del mondo della speleologia di dare alle cavità nomi fantasiosi, talvolta ispirati a episodi avvenuti durante le esplorazioni o a particolari caratteristiche dell’ambiente sotterraneo.