Contratto dei ministeri, intesa raggiunta: aumenti medi di 160 euro

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Raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali della pubblica amministrazione, il comparto lavorativo che comprende ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’intesa è stata sottoscritta dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e dalle organizzazioni sindacali e riguarda quasi duecentomila lavoratori per il triennio 2025-2027.

Il rinnovo prevede un incremento medio degli stipendi pari a 160 euro mensili a regime.
Gli aumenti varieranno in base all’inquadramento professionale. In pratica si parte da 126,60 euro per gli operatori fino ad arrivare a 221 euro al mese per le elevate professionalità. L’adeguamento economico sarà distribuito in tre fasi. La prima decorrenza è fissata al primo gennaio 2025, la seconda al primo gennaio 2026 e la terza al primo gennaio 2027, con il completamento del percorso di incremento retributivo.Prima di diventare pienamente operativa l’ipotesi accordo dovrà ora superare le verifiche previste da parte del Ministero dell’Economia e della Corte dei Conti, oltre al parere del Consiglio dei ministri. Intanto secondo la Cisl Fp, l’intesa consentirà un aumento del 7,6% delle retribuzioni. Sommando gli effetti del precedente rinnovo 2022-2024, gli incrementi complessivi raggiungerebbero circa il 12%. Il contratto introduce inoltre novità sul piano normativo, con interventi a favore della formazione professionale, della tutela della genitorialità, dei lavoratori pendolari e dei dipendenti affetti da patologie oncologiche o invalidanti.