Flashmob degli avvocati contro il Tribunale di Bassano: “Operazione di facciata fuori da ogni logica”

“Operazione di facciata fuori dal tempo e da ogni realtà logica e organizzativa, che rappresenta il totale fallimento della programmazione e una preoccupante mancanza di visione strategica”. Questa in estrema sintesi la posizione ribadita con forza questa mattina dai presidenti degli Ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso, rispettivamente Alessandro Moscatelli, Francesco Rossi e Diego Casonato.

L’hanno ribadita nel corso della manifestazione contro l’apertura del tribunale a Bassano del Grappa alla quale hanno partecipato il presidente del Tribunale di Vicenza Giuseppe Limitone, il procuratore Giorgio Falcone, magistrati e rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati, personale amministrativo, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e una quindicina di sindaci dell’Alto Vicentino e della cintura urbana, oltre a rappresentanti delle istituzioni.

“Sappiamo tutti perfettamente, probabilmente anche chi afferma il contrario – hanno detto i tre presidenti -, che aprire una nuova struttura significa penalizzare gli uffici giudiziari esistenti, perché gli organici verranno semplicemente sottratti a Vicenza, Padova, e Treviso. Infatti, per dotare Bassano del Grappa di un organico adeguato, tenuto conto della popolazione trasferita al nuovo circondario, in mancanza di dati disaggregati sui flussi per singolo comune (che non esistono), occorrerebbe sottrarre ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, 1’11% e il 21% dei requirenti. Accadrà, quindi, che Tribunali già al collasso verranno privati delle pochissime risorse di cui dispongono per far sì che alcune di esse siano destinate al Tribunale di Bassano che, a sua volta, farà fatica a reperire gli organici di cui ha bisogno, perché non è detto che vi siano magistrati e personale amministrativo disponibili a trasferirsi nella nuova sede”.

I sindaci presenti

Altro aspetto sottolineato nel corso degli interventi, è quello relativo alla giustizia di prossimità: “Un pensiero irrealistico e un falso problema – ha sottolineato Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza -, perché ci saranno intere comunità che, per raggiungere Bassano, dovranno viaggiare più a lungo e con collegamenti peggiori rispetto all’attuale tragitto verso i tre tribunali già operanti. È pur vero che nel 2012 70 sindaci, su 116 Comuni della provincia di Vicenza si espressero favorevolmente alla sua istituzione, ma a distanza di 13 anni, nel 2025, 62 sindaci su 113 Comuni hanno manifestato pubblicamente la loro contrarietà al progetto”.

“L’istituzione di un ottavo tribunale in Veneto – ha concluso Moscatelli, – è un’ipotesi lunare che contribuirà a frammentare ulteriormente il territorio, non favorirà un servizio di maggiore qualità e, tanto meno, porterà a migliorare la qualità delle decisioni. La nostra convinzione è che l’accorpamento e la centralizzazione favoriscano la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore. In tribunali con meno di 30 magistrati, come sarebbe quello di Bassano, non sono possibili né economie di scala né specializzazione”.

“Questa non è una contrapposizione tra Vicenza e Bassano, né un derby tra territori – ha ribadito al termine della manifestazione il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai –. Per mesi è stato sostenuto che la nuova struttura non avrebbe sottratto personale ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso, ma il testo della legge dice esattamente il contrario: gli organici del nuovo tribunale verrebbero costituiti attingendo proprio al personale di questi tre uffici giudiziari, che già oggi soffrono una grave carenza di risorse. In queste condizioni il rischio è quello di mettere definitivamente in ginocchio tribunali che stanno già affrontando enormi difficoltà. Insieme a molti altri sindaci, agli Ordini degli avvocati e ai rappresentanti della magistratura abbiamo chiesto di essere ascoltati dalla Commissione Giustizia della Camera e siamo in attesa della convocazione”.

“Nulla è ancora deciso, perché si tratta di una legge delega approvata dal Consiglio dei ministri che dovrà affrontare l’iter parlamentare – la chiosa comune da parte dei tre presidenti degli Ordini degli avvocati -. Auspichiamo che il Governo si fermi e, prima di effettuare scelte sbagliate, valuti quanto vanno ripetendo non gli avvocati, ma tutti gli operatori del settore”.

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