Furto di fentanyl all’Israelitico, rubate fiale per 20mila dosi: ira di Palazzo Chigi

Un furto di fentanyl senza precedenti. È avvenuto all’ospedale Israelitico di Roma, dove sono sparite 80 fiale di quella che è considerata una delle droghe sintetiche più pericolose. Indagini a tappeto dal momento successivo alla denuncia del furto nel pomeriggio di venerdì. A strettissimo giro si è tenuta anche una riunione d’urgenza a palazzo Chigi, durante la quale è emerso un certo disappunto per la falla nei sistemi di sicurezza del nosocomio. La Procura di Roma ha avviato un’indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Intanto il ministero della Salute ha attivato i suoi ispettori e in una nuova circolare punta a potenziare ulteriormente i controlli. Fonti di Palazzo Chigi parlano di una quantità di fentanyl “idonea a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito” e lasciano filtrare la preoccupazione “per il comportamento irresponsabile” di chi deve garantirne la sicurezza. Dal canto suo, l’ospedale fa sapere di considerarsi “parte lesa nella vicenda e conferma la propria piena disponibilità a fornire ogni elemento utile affinché vengano individuati i responsabili” precisando che “non appena accertata l’assenza del materiale farmaceutico, ha provveduto a presentare denuncia querela contro ignoti alle competenti autorità, avviando contestualmente gli accertamenti interni”.

A lanciare l’allarme per il furto di fentanyl sono stati gli stessi dipendenti dell’ospedale. Le fiale del farmaco erano custodite nella cassaforte, sulla quale non è stato rilevato alcun segno di scasso, e alla quale avevano accesso con chiave solo una decina di dipendenti. Nel locale dove è collocata la cassaforte mancano peraltro le videocamere di sorveglianza previste per legge. Tra le ipotesi, quella di un furto su commissione al fine di rivendere le fiale sul mercato nero.

Considerando la crescente diffusione di questa droga sintetica e potenzialmente letale anche in piccole dosi, una riunione d’urgenza è stata convocata a Palazzo Chigi, presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, presenti il capo di Gabinetto del ministero della Salute, il direttore della direzione generale per i Servizi antidroga, il direttore generale della direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della presidenza del Consiglio. “Filtra forte allarme – riferiscono fonti di palazzo Chigi – per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantire la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse”.

Le regole sono quelle indicate nel Piano nazionale di Prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici. Fra le misure principali, il Piano prevede il rafforzamento dei controlli sui canali di distribuzione e custodia del farmaco in ospedali e farmacie, maggiori misure di sicurezza per prevenire furti e deviazioni per scopi non terapeutici. Prevede inoltre l’obbligo di conservare i farmaci a base di fentanyl in armadi blindati o in casseforti, la protezione dei locali di stoccaggio delle farmacie ospedaliere da accessi non autorizzati, sistemi di videosorveglianza e inventari periodici.