Medio Oriente, torna alta la tensione Usa-Iran: attacchi e nuove sanzioni sul petrolio

A far salire ancora di più la tensione è il fatto che gli Stati Uniti hanno reintrodotto le sanzioni economiche sul petrolio iraniano a causa delle azioni “totalmente inaccettabili” di Teheran nello Stretto di Hormuz, in seguito agli attacchi subiti da diverse navi nella strategica via navigabile. “Come hanno ripetutamente affermato Trump e l'amministrazione, il memorandum d'intesa in vigore con l'Iran è interamente basato sui risultati: Teheran otterrà benefici solo se darà prova di una condotta corretta”, ha spiegato ad Axios un funzionario sottolineando che “le azioni dell'Iran nello stretto di Hormuz sono del tutto inaccettabili per gli Stati Uniti e non resteranno impunite”. Revocata quindi la deroga sul petrolio iraniano del 21 giugno, che autorizzava la produzione, la consegna e la vendita di greggio.
Di gravi “violazioni del memorandum di intesa tra Usa e Iran da parte degli Stati Uniti” ha parlato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l'Iran nella trattativa con gli Stati Uniti, in seguito agli attacchi delle forze armate americane sul Paese. “Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni sul petrolio. Attacchi al sud dell'Iran. Aggressione sionista continua sul Libano. L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo” ha scritto in un post sul suo profilo X Ghalibaf.