Pfas nei pozzi privati, scatta l’allarme. Luisetto: “Serve risposta immediata della Regione”

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Allarme nella zona di Marostica per il rilevamento di Pfas in alcuni pozzi privati a Schiavon, con l’allerta scattata anche nei comuni contermini. Un tema non nuovo per il vicentino, che ancora si trova a dover fronteggiare un fenomeno che sembra non cessare.

“L’allarme scattato a Marostica per il rilevamento di Pfas in alcuni pozzi privati situati nei comuni contermini richiede una risposta immediata da parte della Regione, per non lasciare soli i sindaci del territorio nella tutela della salute pubblica”, sottolinea Chiara Luisetto, consigliera regionale vicentina e vicepresidente della Commissione sociosanitaria di palazzo Ferro Fini, che ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche dal collega Antonio Marco Dalla Pozza.

“Il comune di Marostica ha invitato i cittadini a svolgere analisi specifiche stanziando diecimila euro per avviare una prima campagna di monitoraggio preventivo sui pozzi privati, ma le verifiche ambientali e sanitarie sono in corso e l’estensione reale del fenomeno sul territorio è purtroppo ancora ignota – spiegano i consiglieri – Per questo abbiamo presentato un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale: vogliamo sapere con chiarezza come intendano intervenire la Regione e Arpav e soprattutto con quali tempistiche, per definire l’effettiva estensione di questa contaminazione e la tipologia di Pfas rilevato nei pozzi privati dei comuni limitrofi a Marostica”.

“Il nostro territorio marosticense ricade nell’ambito dell’Ulss 7 Pedemontana, un’area che non è ricompresa tra le aziende sanitarie storicamente interessate dal piano di sorveglianza regionale su queste sostanze – ricorda Chiara Luisetto – Con l’entrata in vigore, dal prossimo 13 luglio, dei nuovi e più stringenti limiti nazionali per le acque destinate al consumo umano, non possiamo permetterci sottovalutazioni o monitoraggi intempestivi. L’emersione di nuove aree potenzialmente coinvolte impone in via preventiva un immediato e rigoroso coordinamento tra Regione, Arpav, Ulss e i comuni interessati”.

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