Medici di base, boom Veneto: 400 domande per 191 posti. Stefani: “Premiate nostre scelte”

In una fase storica in cui trovare un medico di famiglia è diventato sempre più difficile, finalmente il Veneto registra un segnale che va controcorrente. Sono infatti circa 400 le domande presentate per accedere al Corso di formazione specifica in Medicina generale 2026-2029, a fronte di 191 posti disponibili, con un incremento del 20% rispetto all’edizione precedente. Un dato che riporta l’attenzione su una delle questioni più strategiche per il futuro della sanità territoriale: garantire il ricambio generazionale dei medici di famiglia.
Il risultato è stato accolto con soddisfazione dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che lo interpreta come il segnale di una rinnovata attrattività della professione. “Le 400 domande presentate per i 191 posti disponibili al Corso di formazione specifica in Medicina generale in Veneto rappresentano un risultato significativo e incoraggiante e dimostrano che questa professione torna a essere attrattiva per i giovani medici e che le scelte messe in campo dalla Regione stanno producendo effetti concreti”, afferma il presidente. Un tema che va oltre il semplice dato concorsuale. La medicina generale rappresenta infatti il primo punto di contatto tra cittadini e Servizio sanitario, oltre a svolgere un ruolo centrale nella gestione dei pazienti cronici, degli anziani e delle persone fragili. Secondo la Fondazione Gimbe, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e il problema è destinato ad aggravarsi ulteriormente a causa dei pensionamenti previsti nei prossimi anni.
La stessa analisi evidenzia che tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia è diminuito di oltre 5mila unità, mentre l’invecchiamento della popolazione continua ad aumentare la domanda di assistenza sul territorio. In questo contesto, il boom di candidature registrato in Veneto assume un valore particolare. A livello nazionale sono state presentate 5.965 domande per 2.651 posti disponibili e la regione si colloca tra quelle che hanno raccolto il maggior interesse da parte dei giovani medici. Anche alla luce di questi dati, Stefani collega il risultato alle politiche adottate negli ultimi mesi dalla Regione: “Questo risultato è anche il frutto delle misure che abbiamo approvato per sostenere la medicina territoriale e rendere più attrattiva una professione così preziosa per i cittadini veneti. Penso all’aumento dell’importo delle borse di studio e all’accordo integrativo regionale appena sottoscritto con i medici di medicina generale, che rafforza il ruolo di questi professionisti nelle Case della comunità”.
L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare una rete territoriale sempre più centrale nel modello sanitario delineato dal Pnrr, nel quale le Case della comunità dovranno diventare il fulcro dell’assistenza di prossimità: “I numeri lo confermano: la strada che abbiamo imboccato – prosegue Stefani – è quella giusta e il dialogo con le organizzazioni sindacali funziona. L’obiettivo comune è offrire ai cittadini una rete di assistenza territoriale sempre più efficiente, moderna e capace di rispondere ai bisogni di una popolazione che cambia”.
L’appello dei medici. A salutare positivamente il dato è anche la Fimmg Veneto, il principale sindacato dei medici di famiglia. Il segretario regionale Enrico Peterle osserva però che l’aumento delle candidature rappresenta solo il primo passo. Secondo il sindacato, i giovani interessati alla professione ci sono, ma occorre creare condizioni di lavoro, strumenti organizzativi e percorsi professionali capaci di trattenerli nel sistema sanitario regionale. Una sfida che riguarda direttamente i cittadini. Perché dietro quei 400 candidati non c’è soltanto una statistica positiva, ma la possibilità concreta di garantire nei prossimi anni la presenza di medici di famiglia in territori che oggi soffrono carenze sempre più evidenti. In una sanità che invecchia insieme alla popolazione, il futuro della medicina generale resta uno dei nodi decisivi per la tenuta dell’assistenza pubblica.
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