Primarie Campo Largo: è già scontro Pd-M5S sull’Ucraina

C’è già tensione nel Campo Largo in vista delle primarie. A scatenarla sono gli aiuti militari all’Ucraina. Ad accendere la miccia è stato il leader del M5S Giuseppe Conte che, nel corso di una manifestazione, ha fatto prima sapere che il Movimento non voterà il sostegno militare all’Ucraina e poi che il nodo della politica estera “lo scioglieremo con le primarie. Faremo decidere gli italiani. Se dovessi essere partecipe delle primarie e vincente il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli gli interessi dell’Ucraina, che è il Paese aggredito”.

Dichiarazioni subito rispedite al mittente dalla segretaria del Pd Elly Schlein: “Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”.

Le parole di Conte su Kiev. Il leader pentastellato ha illustrato la sua posizione e quella del partito in una intervista a La Stampa: sul sostegno militare a Kiev “all’inizio abbiamo votato in Parlamento per l’invio, perché c’era una chiara asimmetria militare rispetto alla Russia. Adesso continueremo a non votare a favore di altri invii, ma per imprimere una svolta negoziale”. Quindi ha garantito che prima delle primarie saranno definiti “alcuni punti non negoziabili”. Uno di quei, dice Conte, è il “sì alla difesa comune europea e no a riarmo dei singoli Stati e ad economia di guerra”.

Le dichiarazioni di Conte hanno acceso gli animi sia all’interno del centrosinistra, sia tra gli avversari e a replicargli ci ha pensato la segretaria Dem Elly Schlein: “non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”. Schlein ha poi proseguito, cercando di stemperare la tensione: “Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi, concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori”.

Tra le varie reazioni alle parole di Conte anche quella di Benedetto Della Vedova di +Europa: “sulla politica internazionale e sull’Ucraina la fisionomia dell’alternativa di centro-sinistra non può essere lasciata a Conte con queste posizioni”.

Meno duro il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “In tutto il mondo ci sono due sinistre, con idee diverse sull’economia, sulla politica estera e sull’energia. Ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez. E le primarie servono a decidere candidato e sensibilità programmatiche”, ha detto l’ex premier. “Il nodo è che il giorno dopo nessuno si può tirare indietro, chiunque vinca. Perché dall’altra parte c’è Trump in America come Meloni in Italia. Noi siamo pronti alle primarie. E soprattutto vogliamo vincere le secondarie per evitare Meloni al Quirinale, Salvini al Viminale e Vannacci premier”.