Possibile nuova ondata di migranti dal Marocco a Ferragosto, Piantedosi: “frontiere chiuse fino alla fine del rischio”

Decisione ribadita oggi in Parlamento dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Revocheremo stop solo con fine totale dei rischi”. “Le informazioni condivise -secondo Piantedosi -hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”, ha detto Piantedosi. Inoltre “diverse fonti evidenziano come alcune aree del Marocco, compresa quella in prossimità di Ceuta, siano storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista. L’eccezionalità di questa situazione ha richiesto un immediato intervento del governo a tutela della sicurezza interna, attraverso il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne con il Regno di Spagna, in conformità con quanto previsto dal regolamento (Ue) 2016/399, cosiddetto Codice Frontiere Schengen”, ha proseguito il ministro.
Il capo del Viminale ha quindi ricordato le precedenti chiusure delle frontiere, a partire dalla stessa Spagna, “che vi ha fatto ricorso 22 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell’Italia o di altri partners”. “Anche la Germania, – ribadisce Piantedosi-,dopo una serie di chiusure parziali solo per determinati frontiere, a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti”. Attualmente, ha aggiunto, “sono diversi i Paesi che praticano questa misura, come, ad esempio, la Francia, l’Austria, la Germania, la Danimarca, l’Olanda, la Polonia, la Svezia e la Norvegia”. Per Piantedosi, in particolare, è “emblematico il caso della Francia che oramai dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse delle frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna”.
Mentre si lavora per evitare un altro assalto, si riaccendono le frizioni tra Marocco e Spagna, con Rabat che ha minacciato di sospendere l’accordo bilaterale di estradizione con Madrid. Il ministro della Giustizia del Marocco, Abdellatif Ouahbi, ha infatti dichiarato alla stampa che il suo ministero sta valutando la possibilità di “sospendere l’accordo bilaterale di estradizione” per le difficoltà del Marocco di arrivare effettivamente a ricevere condannati o sospetti di cui chiede alla Spagna l’estradizione.
Intanto, media greci hanno rivelato che la Germania, con Grecia, Austria, Paesi Bassi e Danimarca, starebbe trattando per creare un centro per i rimpatri in Uganda entro il 2027. Un incontro sul tema sarebbe in calendario il 4 settembre a Copenaghen. “Per ora nessuna proposta concreta”, fa sapere l’Ue.