Siccità, primi dati ufficiali dei danni in agricoltura: peggio del 2022

Peggio del 2022. I danni causati dalla siccità e dalle temperature anomale superano i 400 milioni di euro in Veneto. Fino a -50% per il mais, -40% per la soia, -20% per le orticole e la frutta, con pezzature particolarmente piccole e non sempre di ottima qualità. “Una congiuntura complicata – sottolinea Cia Veneto -. Le piogge degli ultimi giorni sono tardive, arrivando al termine dello sviluppo vegetativo di granoturco e orticole. Non sono dunque sufficienti a porre rimedio ad una situazione già largamente compromessa”.
Male, in particolare, i fagiolini; mentre i pomodori non sono cresciuti a regola d’arte. Proprio in questi giorni Cia Veneto sta raccogliendo le segnalazioni dei danneggiamenti subìti dalle imprese agricole della Regione. “Sono centinaia le aziende in difficoltà – spiega il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin -. Nei mesi scorsi hanno investito migliaia di euro tra acquisto delle piantine, spese per l’irrigazione, di energia elettrica e di materie prime agricole. Adesso si trovano a dover fare i conti con perdite importanti”.
Nel frattempo è stato attivato Agricat, il fondo mutualistico nazionale che interviene in caso di eventi avversi. Sono previsti rimborsi ad hoc qualora i danni registrati siano superiori al 20% rispetto alla produzione media storica della singola azienda. Finanziato con un prelievo del 3% sui pagamenti diretti della Pac, Politica agricola comune, possono beneficiarne le imprese agricole che ricevono regolarmente i pagamenti diretti della stessa Pac (primo pilastro) 2026. A tal riguardo Cia si sta muovendo nelle sedi opportune per assicurare ancora maggiori risorse (quelle previste sono insufficienti).
“Ormai portare avanti un’attività agricola è una scommessa – prosegue il presidente – Sempre di più esiste il rischio d’impresa, che peraltro non dipende dal titolare, piuttosto dal meteo. Siamo in balìa dei cambiamenti climatici”. Fra le proposte avanzate da Cia Veneto, la realizzazione di appositi bacini e invasi in grado di trattenere l’acqua quando è in abbondanza o al verificarsi di forti nubifragi, per poter poi rilasciarla all’occorrenza.
“Posto che quest’estate i Consorzi di bonifica hanno svolto un lavoro eccellente, garantendo la risorsa idrica ai terreni agricoli pure nelle fasi più critiche, va comunque fatto un ragionamento di più ampio respiro. Occorrono opere idrauliche finalizzate ad assicurare la continuità dell’attività agricola”. “Questa è la nuova normalità – conclude -. Le istituzioni sono tenute a mettere il primario in cima all’agenda politica. Altrimenti il tessuto economico-sociale locale sarà destinato a perdere pezzi”.
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