Scuola, botta e risposta Roma-Cunegato sugli Oss “di plesso” per gli alunni con disabilità

Paola Roma, assessore regionale al sociale

“Le dichiarazioni del consigliere Cunegato sulla figura dell’Oss di Plesso non rispondono a quanto emerso in quinta commissione. A Cunegato chiarisco che un Operatore socio assistenziale (Oss) oggi segue mediamente un alunno per dieci ore. Le altre venti ore l’alunno le passa con l’insegnante di sostegno, o con altro personale della scuola non dedicato. Le dieci ore, per la cronaca, le pagano i Comuni, retti da amministrazioni di tutti i colori politici, perché si tratta di una competenza comunale”. È questa la risposta secca dell’assessora regionale al Sociale, Paola Roma al consigliere regionale Carlo cunegato che aveva sollevato la questione della copertura delle ore da parte delle Oss nel sistema scolastico veneto, ad apertura – oggi – dell’anno scolastico.

“Se in una scuola ci sono due bambini con disabilità e con diritto all’Oss – precisa ora l’assessora Roma con un ragionamento non proprio chiaro – parlare di Oss di plesso significa che quelle venti ore saranno svolte in orari complementari e non simultanei, in maniera che, invece di non avere un sostegno continuato, uno dei due bambini può comunque contare sulla presenza dell’altro Oss in caso di necessità. Su questi temi – conclude Paola Roma – è necessario comprendere perché stiamo semplicemente cercando di migliorare un servizio senza mettere mani nelle tasche delle amministrazioni comunali e dei cittadini. Non serve a nulla costruire polemiche sui bisogni dei bambini con disabilità, a fronte dei quali dobbiamo lavorare insieme per trovare soluzioni concrete”.

Scuola e disabilità: l’Ulss 7 attiva la task force Oss, ma esplode la polemica sui tagli

Cunegato ieri aveva espresso forte preoccupazione per le dichiarazioni dell’assessora al Sociale, che a suo dire aveva confermato la possibilità che in futuro un singolo operatore socio assistenziale possa avere in carico più alunni contemporaneamente. “Significa smontare il rapporto individuale operatore-alunno che serve a garantire ai ragazzini più fragili un’assistenza dedicata”, aveva dichiarato Cunegato, per il quale la delibera regionale rischia di tradursi in una perdita di qualità del servizio, mentre sul territorio si starebbero già verificando i primi tagli.
“Il quadro è questo. A Valdagno – specifica oggi Cunegato – secondo quanto segnalato dall’associazione Insieme almeno una decina di alunni degli istituti Valdagno 1 e Valdagno 2 vedranno ridotte le ore di assistenza, in alcuni casi fino a 8-10 ore settimanali su un tempo scuola di 30 o 40 ore: si tratterebbe in più casi di disabilità gravi, tra cui disturbi dello spettro autistico. Nell’Alto Vicentino, secondo quanto riportato oggi da un quotidiano locale, per garantire adeguata assistenza ai 329 alunni che ne hanno necessità servirebbero 90 operatori, ma la cooperativa ne ha a disposizione soltanto 80: ne mancano dieci. Abbiamo anche saputo, e lo denunciamo con grande rammarico, che in tutta l’Ulss 8 Berica mancano 13 operatori. Questo significa che ben 50 alunni risulterebbero completamente scoperti”.

“Sappiamo – prosegue Cunegato – che il rischio è che questi bambini e ragazzi, nelle ore in cui l’operatore non c’è, siano mandati a casa. Parliamo di alunni non autosufficienti, per i quali l’assistenza è la condizione stessa della frequenza scolastica. La mancanza dell’Oss si traduce in un diritto costituzionale negato il primo giorno di scuola,” aggiunge. “Lo scorso anno avevamo denunciato il caso dei quattro bambini delle elementari di Valdagno mandati a casa perché scoperti, ma soprattutto avevamo avvertito che con queste condizioni di lavoro, ossia stipendi attorno agli 800 euro, contratti a ore e non su tutto l’anno, paghe da protocapitalismo, nessun riconoscimento professionale, si sarebbe innescata una fuga dalla professione. È esattamente quello che è successo: le operatrici con anni di esperienza sulla disabilità se ne vanno e non se ne trovano di nuove. Chi aveva liquidato i nostri allarmi con sufficienza oggi guardi in faccia le famiglie di quei bambini. Chiediamo alla Giunta – conclude Cunegato – un intervento immediato, tramite le Aziende Ulss 7 Pedemontana e 8 Berica e in raccordo con i Comuni, per coprire i posti mancanti già in questi giorni. E chiediamo di affrontare la causa vera del problema: finché le operatrici saranno pagate così poco, il personale non si troverà. Servono gare che garantiscano copertura totale del servizio e contratti dignitosi su tutto l’anno”.

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