Attentati 11 settembre, oggi le commemorazioni. Trump al Pentagono: “L’America oggi è più sicura”

Il presidente Trump ha partecipato invece alle commemorazioni del Pentagono: “Oggi ricordiamo le tante vite perse e ringraziamo anche per le tante vite salvate dai nostri soccorritori. Quel giorno eravamo tutti quanti Newyorkesi, americani, eravamo famiglia, patrioti. Oggi l’America è più sicura. Le forze islamiche non riusciranno mai ad avere un’arma nucleare”, le parole di Trump. “Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all’inferno – ha proseguito – E le petroliere sul fondo dell’oceano, dove meritano di stare, e stiamo facendo in modo che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia”.
Nel suo messaggio per commemorare gli attacchi terroristici dell’11 settembre, Donald Trump ha citato e ringraziato i soccorritori e le forze americane per “aver combattuto il terrorismo in questi 25 anni”, ma non ha citato gli alleati Nato, che sono stati al fianco degli Stati Uniti in questa sfida, perdendo anche vite.
Bush: “Gli americani non fanno attenzione alle lezioni dell’11/9”. Il rimprovero dell’ex presidente americano arriva attraverso l’intervista di Condoleeza Rice, la sua ex consigliera alla sicurezza nazionale. “Il nostro Paese – ha dichiarato Bush-, attraversa periodicamente periodi di isolazionismo, in cui l’atteggiamento è: ‘abbiamo troppi problemi a casa, a chi importa cosa accade all’estero?’. Per me questo significa che non si presta attenzione alle lezioni dell’11 settembre perché quello che accade oltreoceano è importante per la nostra sicurezza nazionale”.
Le commemorazioni avvelenate dalle accuse dei pompieri di NY. I vigili del fuoco della Grande Mela, a loro avviso, sarebbero mandati a morire in nome dell’economia. I documenti diffusi dal sindaco Zohran Mamdani certificano infatti, una volta per tutte, che l’aria a Ground Zero era tossica dopo gli attacchi alle Torri Gemelle e che le autorità ne erano al corrente. Queste informazioni hanno inevitabilmente suscitato stupore e indignazione fra gli “eroi” di quella giornata nera per l’America.
Il sindacato del Fire Department di New York attacca: “Siamo increduli. E’ sconcertante che ci abbiano fatto questo. Hanno sacrificato i cittadini e i soccorritori. Noi morivamo a ogni respiro e lo sapevano”, ma hanno preferito sostenere l’economia della citta’, ha denunciato il presidente James Brosi. Dalle oltre 170.000 pagine pubblicate da Mamdani è emerso che nell’aria c’era amianto e c’è stato per mesi e “le autorità ne erano perfettamente consapevoli. Nonostante questo esortavano il pubblico ad andare nell’area e i residenti a tornare nelle loro abitazioni “in nome dell’economia”.
A guidare la città c’era allora Rudolph Giuliani, salito alle cronache come il sindaco d’America e presente anche oggi alla commemorazione. Michael Bloomberg prese il testimone poco dopo. Secondo alcuni osservatori però le informazioni diffuse da Mamdani, sarebbero una ‘vendetta’ dell’attuale primo cittadino nei loro confronti per averlo sempre osteggiato.