A 25 anni dall’11 settembre: le commemorazioni New York e le polemiche

Si tengono a partire dalle 14:30 le commemorazioni dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 che sconvolse il mondo e costò la vita a 2.977 persone. Quattro gli aerei vennero dirottati dai terroristi di Al Qaeda guidati da Osama Bin Laden, per colpire gli Stati Uniti. Due si schiantarono a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro sulle Torri gemelle, uno cadde sul Pentagono mentre il quarto si schiantò in Pennsylvania.

Il presidente americano Donald Trump partecipa a una cerimonia al Pentagono mentre il vicepresidente JD Vance è invece atteso a New York con il sindaco Zohran Mamdani. Saranno presenti anche i quattro ex presidenti, George W. Bush, Joe Biden, Barack Obama e Bill Clinton, attesi a “Ground Zero”.

E intanto a poche ore dalle celebrazioni i pompieri di New York hanno dato sfogo alla loro rabbia e frustrazione per essere stati ingannati e, a loro avviso, mandati a morire in nome dell’economia. I documenti diffusi dal sindaco Zohran Mamdani che certificano infatti che l’aria a Ground Zero era tossica dopo gli attacchi e che le autorità sapevano. Indignazione dunque dei vigili del fuoco e non solo. Il sindacato del Fire Department di New York Tuona: “Siamo increduli. È sconcertante che ci abbiano fatto questo. Hanno sacrificato i cittadini e i soccorritori. Noi morivamo a ogni respiro e lo sapevano ma hanno preferito sostenere l’economia della città” ha così denunciato James Brosi, presidente della Uniformed Fire Officers Association.

Non solo in America si commemora quanto accaduto 25 anni fa: anche nei Paesi dell’Unione europea e in altre parti del mondo si rende omaggio alle vittime. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ricordato quel terribile giorno: “L’11 settembre di 25 anni fa, il mondo si è fermato. Incollati agli schermi, abbiamo assistito con orrore e incredulità al crollo delle Torri Gemelle. Oggi ricordiamo le quasi 3.000 persone che quella mattina sono uscite di casa e non sono più tornate. I vigili del fuoco, gli agenti di polizia e i soccorritori che si sono precipitati tra il fumo e la polvere e hanno salvato innumerevoli vite. Le famiglie che hanno sopportato il peso della perdita per un quarto di secolo. L’11 settembre è stato l’evento più determinante del volgere del secolo. E ha riportato in primo piano l’importanza delle alleanze e della sicurezza collettiva. Poi Von der Leyen ha sottolineato il ruolo dell’Europa: “Abbiamo capito immediatamente da che parte stare. Ci siamo schierati con l’America. Per la prima e unica volta nella sua storia, la Nato ha invocato l’articolo 5; ossia un attacco contro uno era un attacco contro tutti. Ci siamo uniti in difesa dei principi che ci uniscono al di là dell’Atlantico: libertà e democrazia”.

Le parole del Presidente della Repubblica Mattarella: “Il doloroso ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti rimane impresso nella coscienza di ciascuno come una pagina abietta nella storia recente dell’umanità. Una giornata che ha colpito nel profondo ogni sentimento di umanità. La Repubblica Italiana rinnova sentimenti di profondo cordoglio per le vittime di quei tragici fatti, punto di svolta nel corso della stessa storia contemporanea, che aprì a nuovi successivi drammi. Gravoso fu il tributo di morte e sofferenza pagato a quella tragedia anche dalla comunità italo-americana a New York e negli altri luoghi coinvolti nel folle disegno criminale degli attentatori”.

È stato infatti presentato al Consolato Italiano di New York un progetto, indipendente e senza scopo di lucro, che ha raccolto i nomi, i volti e le storie di 411 vittime di origine italiana e italo-americana degli attentati dell’11 settembre 2001. “L’iniziativa – si legge in un comunicato – nasce dal lavoro di Giulio Picolli, che per mesi ha ricostruito uno per uno i nominativi partendo dai registri ufficiali, cercando fotografie, verificando informazioni e incrociando fonti spesso incomplete o frammentarie”.