Venezia 83, Leone d’Oro a Woman Unknown di May el-Toukhy

Il sipario è calato sul Lido e Venezia ha scelto il suo film. È Woman Unknown di May el-Toukhy a conquistare il Leone d’Oro della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un riconoscimento che premia il film della regista danese, ambientato nel Dopoguerra e costruito attorno alla storia di una donna segnata dalle conseguenze della guerra e dal giudizio della società.

La vittoria assume un significato ancora più particolare perché Woman Unknown non lascia Venezia soltanto con il premio più importante. Alla protagonista Mathilde Arcel va infatti anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. È una delle immagini più forti del palmarès: lo stesso film riesce a conquistare sia il riconoscimento principale sia quello dedicato alla sua interprete.

Alle spalle del Leone d’Oro si piazza Possible Love di Lee Chang-dong, premiato con il Leone d’Argento-Gran Premio della Giuria. Il film sudcoreano racconta i rapporti tra persone appartenenti a mondi sociali diversi e conferma la capacità del regista di mettere al centro delle sue storie le tensioni e le contraddizioni della società contemporanea.

Il Leone d’Argento per la miglior regia va invece a Ilya Khrzhanovsky per DAU, un progetto cinematografico ambizioso e controverso dedicato alla figura del fisico sovietico Lev Landau e al rapporto tra ricerca, potere e repressione.

Tra gli attori, il nome più pesante è quello di John Malkovich. L’attore statunitense conquista la Coppa Volpi maschile per Wild Horse Nine, il film di Martin McDonagh che porta sullo schermo una storia dai toni satirici e politici. Malkovich aggiunge così un altro riconoscimento importante alla sua lunga carriera.

Il cinema più legato all’attualità trova invece spazio nel Premio Speciale della Giuria, assegnato a NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor. Il film affronta il tema dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e ha provocato reazioni e discussioni già durante i giorni della Mostra.

Il premio per la migliore sceneggiatura va infine a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, mentre il Premio Marcello Mastroianni per un giovane talento viene assegnato a Malou Khebizi per 15/18 di Cédric Kahn.