Usa: l’intelligence russa pianifica attacchi mirati anche in Europa

Il conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe allargarsi; il Dipartimento di Giustizia americano annuncia che i servizi di intelligence russi stanno pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei paesi europei che sostengono Kiev.

La Rete Ris russa, stando a quanto riferito dal Dipartimento di Giustizia americano, è attiva almeno dal 2024: ha cospirato per compiere e ha compiuto attacchi e omicidi in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti, secondo i vertici di Washington. “La rete si è concentrata su dissidenti e disertori russi e, più di recente, su nazioni percepite come alleate dell’Ucraina. Di recente i membri della rete avrebbero tentato di reclutare diverse persone negli Stati Uniti per effettuare attività di sorveglianza e omicidi nel paese”.

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha inoltre approvato con 214 voti contro 211, una norma procedurale che inasprisce le sanzioni contro la Russia e conferisce al presidente Donald Trump nuovi poteri tariffari nei confronti dei Paesi che acquistano energia russa. A consentire il superamento del voto procedurale sono stati anche due deputati democratici, Jared Golden e Marie Gluesenkamp Perez, che hanno votato con i repubblicani per la seconda volta in poche settimane, rompendo la prassi che vede i democratici schierarsi sempre compattamenti nei voti sulle norme procedurali.

Il provvedimento prevede inoltre sanzioni contro esponenti militari russi e fornitori stranieri, restrizioni ai nuovi investimenti statunitensi in Russia e misure contro la cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni imposte alla sua industria petrolifera. Il testo introduce anche misure contro i responsabili del rapimento di bambini ucraini. Il provvedimento arriva all’esame della Camera durante lo «Ukraine Action Summit», iniziativa di lobbying a sostegno delle nuove sanzioni contro la Russia.

I democratici Don Beyer, Gregory Meeks e Richard Neal hanno votato contro il disegno di legge contestando in particolare l’ampliamento dei poteri tariffari presidenziali, che a loro avviso potrebbe aumentare i prezzi negli Stati Uniti e indebolire nel lungo periodo il sostegno all’Ucraina.