Trasferta a Verona vietata per i tifosi biancorossi. Possamai: “Non sono d’accordo”

I tifosi del Vicenza non potranno seguire domenica pomeriggio il derby veneto con l’Hellas Verona allo stadio Bentegodi. Il decreto del Prefetto di Verona arriva dopo le valutazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno, che si era riunito martedì scorso 15 settembre. La decisione è stata presa per prevenire disordini e prevede il divieto di vendita dei biglietti per i residenti nelle province di Vicenza e Padova.

Che le due tifoserie siano avversarie è cosa nota, ma che non ci fossero alternative a vietare la partita agli ultras vicentini è un fatto che a Vicenza lascia tutti con l’amaro in bocca. Il derby era atteso da nove anni e la decisione ha scatenato la delusione e la rabbia dei tifosi biancorossi, che ha trovato la solidarietà anche degli ultras veronesi. Il provvedimento della prefettura ricorda quanto accaduto negli ultimi due derbu a Vicenza e a Verona nel dicembre 2016 e nel maggio 2017, quando ci furono lanci di oggetti e contatti fra le due tifoserie. Nell’ordinanza si richiama poi la partita di Serie C Virtus Verona – Vicenza dell’aprile 2025: “gli ultras dell’Hellas Verona – scrive il Prefetto – anche se non coinvolti nell’incontro sportivo, hanno dato luogo a una grave azione violenta lanciando un grosso petardo contro i tifosi del Vicenza. […]. Tale accaduto è sintomatico di un’acredine mai sopita”. Infine, la Prefettura ricorda anche le azioni degli ultras dell’Hellas contro l’Arezzo in occasione dell’ultima gara casalinga e nel corso della trasferta a Benevento.

La società: “A fianco dei tifosi”
Laconico il comunicato della società biancorossa, diffuso oggi: “L.R. Vicenza prende atto della decisione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive di vietare la trasferta ai tifosi biancorossi ed esprime il proprio dispiacere per una misura che incide sulla partecipazione dei sostenitori alla vita sportiva della squadra. Pur nel pieno rispetto delle istituzioni, la società ritiene che il calcio debba continuare a rappresentare valori di condivisione, sostegno e identità, che da sempre caratterizzano il legame con i colori biancorossi”.
“Il club – prosegue la nota stampa – considera fondamentale che il calcio rimanga un luogo di incontro e passione, capace di unire comunità e generazioni. La presenza dei tifosi, anche in trasferta, costituisce un elemento significativo di questo rapporto e della storia sportiva vicentina. L.R. Vicenza desidera manifestare la propria vicinanza ai suoi sostenitori, riconoscendone il comportamento corretto e il supporto costante. La passione biancorossa resta un valore condiviso. La società rimane al fianco dei suoi tifosi, con unità e senso di comunità”.

La foto di un derby del passato fra Verona e Vicenza al Bentegodi

Possamai: “Rispetto la scelta ma non sono d’accordo”
Prima che sci fosse il prunciamento dell’osservatorio delle manifestazioni sportive, i due sindaci, Giacomo Possamai per Vicenza e Damiano Tommasi per Verona, avevano diffuso una comunicazione unitaria un cui si rivolgevano “alle istituzioni competenti e, soprattutto, alle tifoserie di entrambe le città”, auspicando che il derby potesse “essere vissuto sugli spalti da tutti coloro che desiderano sostenere la propria squadra, nel rispetto delle regole e dell’altra tifoseria”. “Crediamo che Vicenza e Verona abbiano l’opportunità di dimostrare che una rivalità così forte e sentita può essere anche un’occasione di festa, di passione e di sport”.

La foto postata dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, gran tifoso del Vicenza, che lo ritrae in curva sud al Menti

Oggi, da grande tifoso  del Vicenza, presente sempre in curva sud nel momenti-clou della squadra, il primo cittadino berico ha pubbliato un lungo post sui social nel quale, pur nel rispetto delle competenze della Prefettura, afferma di non essere d’accordo con la scelta di escludera la partecipazione degli ultras biancorossi dal derby. “Da sindaco – ha scritto Possamai – so bene quanto sia difficile prendere decisioni quando sono in gioco la sicurezza delle persone e la responsabilità di prevenire possibili problemi. Per questo rispetto le decisioni di chi ha competenze e responsabilità che non mi appartengono. Ma rispettare una decisione non significa necessariamente essere d’accordo. E sulla scelta di vietare la trasferta ai tifosi vicentini per il derby di Verona voglio dirlo con chiarezza: non sono d’accordo“.

“Lo avevo detto pochi giorni fa insieme al sindaco di Verona, Damiano Tommasi: la rivalità fa parte del calcio. La violenza no. Capisco le ragioni di chi deve garantire l’ordine pubblico – aggiunge Possamai – e so che dietro una decisione di questo tipo ci sono valutazioni che, da amministratori locali, non abbiamo sempre tutti gli elementi per conoscere fino in fondo. Ma faccio fatica ad accettare che la risposta debba essere impedire a tutti i tifosi vicentini di andare a Verona. Perché in quella trasferta ci sono famiglie, ragazzi, persone che seguono il Vicenza da una vita. Persone che volevano semplicemente andare allo stadio, sostenere la propria squadra e vivere una giornata di calcio”.

“Credo – conclude il sindaco di Vicenza – che dobbiamo continuare a distinguere: chi mette a rischio la sicurezza deve essere fermato e chiamato a rispondere delle proprie responsabilità. Chi vuole andare allo stadio pacificamente non dovrebbe pagare per le condotte di altri. Lo dico con rispetto per chi ha assunto questa decisione, ma anche con la franchezza che sento doverosa, da sindaco di Vicenza e da persona che conosce quanto questa partita significhi per la nostra città. Vicenza e Verona sono rivali. E la rivalità, quando resta dentro i confini dello sport, è parte del calcio.

La violenza è un’altra cosa.

E dobbiamo continuare a lavorare perché a pagare il prezzo della violenza siano i violenti, non tutti gli altri.

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