Meloni a Fenix: “un tetto per gli studenti stranieri e divieto di burqa e niqab a scuola”

Dal palco della festa di Gioventù Nazionale, Fenix, arriva l’annuncio della premier Meloni di un “provvedimento in Cdm che introduce il numero massimo di studenti stranieri per classe (perché troppi stranieri che non parlano italiano rallentano la classe) e il divieto di burqa e niqab a scuola“. “A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra uomo e donna non è negoziabile. Non lo è nelle nostre strade, non lo è nelle nostre scuole”, ha aggiunto la presidente del Consiglio.

Tanti i temi toccati dalla premier: dall’IA ai social, passando per il voto. La Meloni ha messo in guardia sui possibili effetti dell’intelligenza artificiale durante la prossima campagna elettorale. “Gli algoritmi possono calunniarti ma non possono sovrascriverti. E guardate, lo dico con cognizione di causa, lo dico alla vigilia di una campagna elettorale nella quale vedremo all’opera gli strumenti di tutti coloro che in giro per il mondo non amano una democrazia solida, un’Italia forte, un leader libero. Lo vedremo”. La premier ha quindi invitato a prestare particolare attenzione ai contenuti che circoleranno a ridosso del voto: “Non date automaticamente per buono nulla di quello che vedrete nei prossimi mesi”.

Meloni smentisce il ‘no’ del governo alla proposta sulla moratoria all’uso dei social per i minori. “Non è vero, come sento dire da alcuni esponenti della sinistra, che abbiamo bloccato la proposta bipartisan sulla moratoria all’uso dei social per i più piccoli. Tutt’altro. Noi abbiamo evitato di intervenire con iniziative di governo proprio perché ne stava discutendo il Parlamento”. Per Meloni, la responsabilità non può però ricadere soltanto sulle famiglie: “Devono essere le piattaforme ad assumersi la gran parte della responsabilità, perché sono loro che hanno gli strumenti per rimuovere molti dei meccanismi che creano dipendenza tra i più giovani”. Meloni ha poi affrontato il problema della verifica dell’età senza obbligare gli utenti a fornire un documento di identità, una soluzione che, ha avvertito, “significherebbe la più grande schedatura dei cittadini mai immaginata”.

L’attacco alla Pd Schlein. “Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per le università al suo livello più alto di sempre. E ho sentito dire proprio in questi giorni alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che la Meloni sull’università taglia e apre ai privati. Ora io voglio chiedere, Elly cara, carissima… ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarci? Uno vero, te prego, uno, uno – ha insistito Meloni -. Te li do io, te li do io, se vuoi. Perché siamo imperfetti anche noi, ma te prego, una cosa vera, dilla una, una, una, ti prego. Te le passo io sottobanco, perché pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera, una… Niente, non ce se la fa”.

Meloni: anche l’abolizione del ‘bollo auto’ per le opposizioni non va bene. “Faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare”, ha quindi ironizzato Meloni. “Non si può fare opposizione così su tutto. Loro lo vogliono pagare il bollo, loro lo vogliono pagare perché lo abbiamo tolto noi”.

La replica di Elly Schlein. “La Presidente Meloni continua ad avere problemi con la sua calcolatrice: come sulla sanità anche sull’università durante il suo governo la spesa sul PIL è calata”. “Dopo quattro anni di Meloni – ha aggiunto la segretaria dem – la sanità pubblica è allo stremo, l’avete tagliata per favorire quella privata. La produzione industriale è calata per tre anni quasi consecutivi, mentre sale l’inflazione, i carburanti sono alle stelle e i generi alimentari costano il 30% in più. Il costo dell’energia all’ingrosso è il più caro d’Europa, mentre gli stipendi sono tra i più bassi nei paesi Ue. E questo, Presidente Meloni, non lo dice il Pd, lo dicono i numeri. Potrei proseguire a lungo ma il punto non è solamente acclarare quanto è falsa la vostra propaganda, anche perché lo sanno già tutti quelli che vivono e lavorano nel nostro Paese. Il punto è che deve dirci lei quando andremo a votare, perché prima poniamo fine ai suoi fallimenti e meglio è”.

La replica dei presidi. “La scuola deve prendere le iscrizioni dei ragazzi del quartiere, soprattutto per le scuole d'infanzia e per la primaria” e “se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri, che facciamo? Li mandiamo via?”. Per questo la circolare che mette un tetto del 30% “non ha potuto trovare applicazione”. “In ogni caso una circolare non è una legge, non ha valore cogente”, spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi Anp. “Se ci sarà una legge, vedremo”.