Morto l’operaio caduto dall’impalcatura. I sindacati: “Basta parlare di fatalità”

“Non accettiamo più che si parli di fatalità, bisogna parlare di omicidi sul lavoro”. E’ dura la presa di posizione di Fiom Cgil di Vicenza, che sulla morte dell’operaio 56enne, precipitato ieri da un’impalcatura mentre lavorava nella sede della Tobaldini di Altavilla e deceduto questa mattina all’alba, commenta sulle responsabilità dovute alla mancanza di sicurezza.
Fin da subito ieri le condizioni dell’uomo, residente a Colognola ai Colli erano apparse gravissime. L’operaio era stato soccorso e trasportato in codice rosso all’ospedale San Bortolo di Vicenza, ma questa mattina è deceduto.
“10 morti sul lavoro da gennaio 2026. Non sono più numeri, sono 10 omicidi sul lavoro. E’ una strage inaccettabile che non è più sostenibile – sottolinea Morgan Prebianca, segretario generale Fiom Cgil Vicenza – Quando un lavoratore esce di casa e non torna, c’è sempre una responsabilità precisa: mancata prevenzione, ritmi insostenibili, sicurezza calpestata. Le istituzioni non fanno controlli preventivi. Gli organici degli ispettorati sono ridotti all’osso e nei luoghi di lavoro non entra più nessuno a controllare prima. Si interviene solo dopo, a tragedia avvenuta. Questo è vergognoso”.
Prebianca lancia anche un’accusa al Prefetto. “Il Prefetto dice ‘farò’ – evidenzia il sindacalista – Abbiamo sentito solo ‘farò un tavolo, farò un piano’. Ma nei fatti tutto è fermo. Alle parole non seguono atti. Intanto nelle fabbriche si continua a morire. Ogni giorno di inazione è una responsabilità. Le industrie in questo territorio stanno aumentando i ritmi in modo criminale. Pensano solo al profitto, al fatturato. Le persone sono diventate numeri, numeri sacrificabili. Cosa vuoi che sia un morto davanti al mercato? Per noi vale tutto. Per loro è un costo da mettere a bilancio. Come Fiom Cgil Vicenza non staremo fermi – conclude Prebianca – Chiediamo l’immediata convocazione del tavolo prefettizio sulla sicurezza, un piano straordinario di controlli preventivi e sanzioni vere per chi non rispetta le norme. Senza sicurezza non c’è lavoro dignitoso. C’è solo sfruttamento che uccide”.
Ancora un infortunio per caduta nel vicentino: gravissimo un operaio 56enne
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