L’Asiago batte il “sosia” americano: storica sentenza contro il falso Made in Italy

Una sentenza che potrebbe segnare un punto di svolta nella guerra globale contro l’Italian Sounding. La Corte d’Appello di Milano ha dato ragione al Consorzio Tutela Formaggio Asiago, riconoscendo come ingannevole la presentazione commerciale del prodotto “Sopressata & Asiago Cheese”, venduto e pubblicizzato negli Stati Uniti dal gruppo Euro Foods Inc. con il coinvolgimento di Giuseppe Citterio Salumificio SpA.
Al centro della vicenda non c’era soltanto il nome del prodotto, ma l’intero impianto comunicativo: packaging, immagini, richiami grafici e messaggi pubblicitari che evocavano l’Italia e le qualità del celebre Asiago DOP, pur utilizzando un formaggio di provenienza non italiana. La decisione dei giudici milanesi ribalta integralmente la sentenza del Tribunale di Milano del maggio 2023, che si era fermata alla questione della giurisdizione senza entrare nel merito. Stavolta, invece, la Corte ha scelto una strada innovativa: applicare la normativa statunitense sulla pubblicità ingannevole per proteggere una denominazione d’origine italiana direttamente sul mercato americano. Il risultato è netto: è stato imposto il divieto di produrre, distribuire, importare, esportare, commercializzare, offrire in vendita e pubblicizzare il prodotto “Sopressata & Asiago Cheese” ogniqualvolta il packaging o il materiale promozionale richiamino l’origine italiana del prodotto o le caratteristiche tipiche dell’Asiago DOP. A ciò si aggiunge la condanna al risarcimento dei danni.
La portata della sentenza va oltre il singolo caso. Per gli osservatori del settore rappresenta infatti uno dei più importanti precedenti giuridici degli ultimi anni nella tutela delle indicazioni geografiche sui mercati internazionali. L’Asiago non è una nicchia gastronomica. È il quarto formaggio DOP italiano da latte vaccino per volume produttivo e una delle specialità casearie italiane più diffuse nel mondo. Ogni anno circa due milioni di quintali di latte provenienti da mille aziende agricole vengono trasformati in oltre 22 mila tonnellate di formaggio esportate in più di cinquanta Paesi. Numeri che spiegano perché la difesa del marchio sia diventata una priorità strategica. Negli ultimi anni il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha adottato una linea durissima nei confronti delle imitazioni e delle evocazioni ingannevoli. Una politica definita senza mezzi termini di “tolleranza zero”.
Il fenomeno dell’Italian Sounding continua infatti a rappresentare una delle principali minacce per il settore agroalimentare nazionale. Dai nomi che ricordano l’Italia ai colori della bandiera, dalle immagini evocative ai riferimenti geografici, milioni di prodotti nel mondo sfruttano la reputazione del Made in Italy senza avere alcun legame reale con il nostro Paese. Secondo recenti elaborazioni di TEHA Group Ambrosetti su dati Istat, il valore dell’Italian Sounding avrebbe raggiunto i 73 miliardi di euro, una cifra persino superiore all’export agroalimentare italiano, attestato a 71 miliardi. Se quella domanda si traducesse in acquisti di autentici prodotti italiani, il potenziale delle esportazioni del Sistema Paese potrebbe arrivare a sfiorare i 143 miliardi di euro.
“Riteniamo che questa sentenza possa rappresentare un importante precedente giuridico per chi si impegna ogni giorno a promuovere il Made in Italy e a contrastare l’Italian Sounding”, ha dichiarato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni. Una presa di posizione che si abbina alla determinazione del Consorzio ad investire nella valorizzazione delle caratteristiche distintive dell’Asiago DOP, soprattutto negli Stati Uniti, primo mercato di esportazione del formaggio, e in tutti quei Paesi nei quali il prodotto è apprezzato da milioni di consumatori. Una partita vinta in tribunale per il Consorzio e – almeno negli auspici – l’inizio di una nuova stagione di tutela internazionale per il made in Italy, nella quale nomi, tradizioni e territori non saranno più soltanto patrimonio culturale, ma diritti da difendere con forza anche oltre oceano.
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