Campo Marzo, Possamai: “Stop alle polemiche e chi ha sbagliato paga”

Il vice premier Matteo Salvini e il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, per fare due nomi: quanto accaduto nel pomeriggio di sabato 3 ottobre in Campo Marzo, a Vicenza, è ormai assurto a notizia di risonanza nazionale. E la polemica politica si infiamma. Numerosi infatti i commenti fioccati a seguito degli episodi di caos e danneggiamenti da parte di un numerosa folla di giovanissimi (300 per la questura, un migliaio secondo altre fonti). Ma la reazione forse più attesa era quella del sindaco, Giacomo Possamai, intervenuto nella giornata di ieri, domenica 5 ottobre, con un messaggio affidato alle sue pagine social.
“Ci sono almeno tre cose da dire”, sottolinea Possamai. “La prima: c’è un problema sociale enorme. Centinaia di ragazzini, molti minorenni, in alcuni casi addirittura accompagnati dai genitori, che arrivano da tutto il Veneto perché sui social viene promesso loro di ricevere vestiti firmati”. Da qui l’interrogativo: “Che società stiamo costruendo se per centinaia di ragazzi il richiamo di un influencer e la promessa di un capo griffato diventano sufficienti per mettersi in viaggio e radunarsi in massa in una città? Non è un problema di Vicenza. È un problema dei nostri ragazzi, degli adulti che li educano, dei social e di un modello di successo che troppo spesso misura tutto in vestiti, follower e visibilità”.
La seconda questione riguarda i danni, e “chi ha danneggiato paga. Punto”, ribadisce il primo cittadino. Tuttavia, aggiunge, “non è questo il punto. La gravità di quello che è successo non si misura contando i danni: si misura nella dimensione e nella natura del fenomeno. Ho già sentito Magis, società proprietaria del parcheggio, perché proceda con la denuncia e chieda immediatamente il risarcimento dei danni. E ho già sentito Prefettura e Questura per chiedere che si faccia di tutto per risalire ai responsabili e perché si intervenga con la massima fermezza. Chi rompe, aggredisce o danneggia deve essere individuato e deve rispondere di quello che ha fatto”.
Il terzo punto, infine, concerne quella che Possamai definisce “politica dei commenti“, che Possamai cerca di frenare. “Ci troviamo di fronte a fenomeni nuovi, molto diversi da quelli che le nostre città hanno affrontato tradizionalmente. Raduni che possono nascere e crescere in poche ore attraverso i social, coinvolgere centinaia di ragazzi e spostarsi rapidamente da una città all’altra. Per questo non credo servano polemiche tra istituzioni. Serve che lo Stato si organizzi e metta in campo soluzioni e contromisure”. Vicenza, conclude, “farà la sua parte, come ha sempre fatto. Ma parliamo di ordine pubblico e non possono certo essere i Comuni a garantirlo: ciascuna istituzione deve poter svolgere fino in fondo il proprio compito, con gli strumenti e le competenze che le sono proprie”.
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