Caos in viale Roma, il Comune denuncia il tiktoker Hamza Messaf per danno di immagine

Il Comune di Vicenza ha dato mandato all’avvocatura comunale di procedere nei confronti di Hamza Messaf, conosciuto sui social come “Ilvucumpra”, in relazione al raduno convocato sabato pomeriggio attraverso i social network a Campo Marzo e agli episodi di violenza, inseguimenti e danneggiamenti che ne sono seguiti nell’area di viale Roma e del Park Verdi.
“Le regole valgono per tutti – sottolinea il sindaco Giacomo Possamai – e questo deve valere anche quando un evento nasce sui social, viene promosso da una persona con un grande seguito e richiama in poche ore centinaia di ragazzi. Non ci sono persone che, per la loro notorietà o per il numero dei loro follower, possono considerarsi al di sopra delle regole. Per questo il Comune ha scelto di agire. Lo facciamo nelle sedi e con gli strumenti che abbiamo a disposizione, nel pieno rispetto della legge, ma con la convinzione che sia necessario dare un esempio. Non possiamo limitarci a registrare quello che è accaduto e poi voltare pagina. Quando una situazione produce conseguenze sulla città e sulla sua immagine, le istituzioni devono assumersi la responsabilità di intervenire”.
Sul versante dei danni, Possamai spiega che non sono stati danneggiati beni di proprietà del Comune di Vicenza, ma il Park Verdi, che è una struttura gestita da Magis Smart. Il Comune ha già preso contatto con Magis affinché proceda il prima possibile con la denuncia e con la richiesta di risarcimento nei confronti dei responsabili.
“Il fatto che non vi siano danni al patrimonio comunale – prosegue Possamai – non significa che quanto accaduto sia meno grave. I danni materiali vanno risarciti e chi li ha provocati deve essere individuato e deve risponderne. Ma c’è un altro danno, che riguarda direttamente la città: il danno all’immagine di Vicenza. È un danno che il Comune ha il dovere di tutelare e per questo abbiamo deciso di procedere anche sotto questo profilo. L’appuntamento di sabato non era una normale manifestazione, né una festa di piazza organizzata secondo le modalità con cui tradizionalmente vengono programmati gli eventi cittadini. Era un raduno di massa convocato attraverso i social, capace di richiamare in poche ore centinaia di giovanissimi arrivati anche da altre parti del Veneto. Ed è proprio questo l’aspetto che deve interrogarci. La gravità di quello che è successo non si misura soltanto contando i beni danneggiati. Si misura nella dimensione e nella natura del fenomeno. Oggi una persona attraverso i social può convocare in poche ore centinaia, e in alcuni casi migliaia, di ragazzi in una città. È una capacità di mobilitazione che fino a pochi anni fa non esisteva in questa forma. In questi anni episodi legati a grandi raduni spontanei, mobilitazioni nate sui social e situazioni di questo tipo si sono verificati in tantissime città italiane. Per questo sarebbe un errore considerare quanto accaduto sabato come un episodio isolato o locale. È un fenomeno nuovo, che richiede una risposta nuova”.
Il sindaco si è confrontato con Prefettura e Questura, chiedendo che venga fatto tutto il possibile per individuare i responsabili degli episodi di violenza e danneggiamento e perché si intervenga con la massima fermezza. “La scelta di procedere non è solo legale, ma di responsabilità – aggiunge Possamai – e, in un certo senso, è anche una scelta simbolica. Vogliamo dare un segnale chiaro: quando un fenomeno produce conseguenze sulla città, le istituzioni non possono limitarsi a commentarlo”.
Allo stesso tempo, secondo il sindaco, quanto accaduto deve aprire una riflessione più ampia sulle capacità di intervento delle istituzioni. “Lo Stato – dichiara Possamai – deve mettere Prefetture e Questure nelle condizioni di poter affrontare questi fenomeni con strumenti adeguati e con una reale capacità di intervento. Non possiamo pensare di affrontare fenomeni del 2026 con strumenti costruiti per una realtà completamente diversa. I social permettono oggi di organizzare in pochissimo tempo raduni che possono coinvolgere centinaia o migliaia di persone, anche minorenni, con una velocità che rende molto più difficile la prevenzione. Questo richiede capacità di monitoraggio, prevenzione, coordinamento e intervento adeguate alla nuova realtà. Su questo non devono esserci divisioni tra istituzioni. Il Comune farà la propria parte, ma l’ordine pubblico è una competenza dello Stato. E proprio per questo chiediamo che chi ha la responsabilità dell’ordine e della sicurezza pubblica disponga degli strumenti necessari per poter intervenire in modo tempestivo ed efficace davanti a fenomeni di questo tipo. Quello che è successo a Vicenza può succedere in qualunque altra città italiana”.