Il Kübelek nel silenzio dell’addio: ieri l’ultimo saluto a Gian Luca Guida

Diversamente dalle classiche domeniche del Kübelek, con il grande camino acceso e il profumo della brace che si diffonde fino all’esterno, oggi al rifugio regna un silenzio quasi irreale. Le porte dello storico locale che, da quota 1220 metri, domina l’Altopiano dei Sette Comuni, resteranno chiuse ancora per qualche giorno e riapriranno soltanto mercoledì 14 ottobre. Una pausa necessaria, segnata dal dolore per la scomparsa di uno dei gestori, Gian Luca Guida, venuto a mancare a soli 48 anni dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo.
La comunità altopianese si è stretta attorno alla famiglia ieri mattina, in occasione di una cerimonia funebre intensa e partecipata. Un ultimo saluto commosso che ha riunito parenti, amici, clienti abituali del rifugio e tante persone provenienti da tutto l’Altopiano dei Sette Comuni e non solo. Presenti anche i labari degli Alpini, simbolo di un territorio che sa fare comunità nei momenti più difficili. Particolarmente toccante la presenza dei tanti giovani amici delle figlie Vittoria e Benedetta, segno dell’affetto e della vicinanza che ha accompagnato la famiglia in queste settimane di sofferenza.
Classe 1977, Gian Luca Guida era un volto conosciuto ben oltre i confini di Cesuna. Il suo nome era indissolubilmente legato a quello del Rifugio Kübelek, luogo che negli anni è diventato molto più di una semplice attività di ristorazione. Per residenti e turisti rappresenta infatti un punto di riferimento dell’ospitalità altopianese, immerso nei boschi del Monte Zovetto e custode di una tradizione fatta di accoglienza sincera, cucina genuina e profondo legame con il territorio. Dietro il professionista apprezzato da migliaia di ospiti c’era soprattutto un uomo di famiglia. Un marito, un figlio, un fratello e un padre che, fino all’ultimo, ha affrontato con dignità e riservatezza una battaglia difficile. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio che ha attraversato l’intero comprensorio montano. Decine e decine i messaggi di vicinanza, i ricordi condivisi e le testimonianze di stima rivolte alla moglie Cristiana, alla madre Rosa, ai fratelli Andrea e Stefano e alle amatissime figlie.
In queste ore il Kübelek appare diverso dal solito. Niente voci provenienti dalla sala, nessun profumo di griglia ad accogliere gli escursionisti di passaggio. Solo il silenzio e il tempo del lutto. Resterà però più viva che mai l’eredità umana di Gian Luca Guida, nel legame con la sua famiglia, nell’affetto di un’intera comunità e in quel rifugio che continua a vegliare dall’alto sull’Altopiano, con un peso nel cuore ma anche con la forza di andare avanti. Proprio come Gian Luca avrebbe voluto.
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