Meloni: “La crescita non ci soddisfa. L’Italia non siede in Europa per dire sempre sì”

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo discorso all’Assemblea Generale di Assolombarda, fa il punto sullo stato dell’economia italiana e ammette: “la crescita non ci soddisfa, è ancora troppo debole, è vero. Ma l’economia italiana ha saputo reggere l’onda d’urto di uno scenario mai così in certo”. “Le stime per il 2026 – ha proseguito la Meloni -dicono che possiamo arrivare all’1%, in linea con le principali economie europee”.

Poi una frecciata all’Unione: “L’Italia non siede in Europa per dire sempre di sì. Siamo lì per dire quello che va detto, quando va detto, non per indebolirla ma esattamente per il contrario: per renderla più forte”. Quindi, parlando del caro energia, aggiunge: “Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balìa dell’emergenza”.

In particolare in merito all’Europa Meloni ha detto:
“Sul quadro finanziario pluriennale, anche noi vogliamo che vengano finanziate nuove priorità e certamente tra queste priorità c’è la competitività, ma non possiamo cercare risorse sulla competitività tagliando sulla coesione o sulla politica agricola, perché coesione e politica agricola sono una precondizione di quello che noi stiamo cercando di costruire in Europa. Non si può costruire competitività se i territori non crescono e non corrono tutti alla stessa velocità e non si può difendere l’autonomia strategica se si va tagliando sull’unica autonomia strategica che in Europa abbiamo”. Per questo “abbiamo dato vita a un documento, ‘Gli amici della coesione’, che è stato sottoscritto da 22 Paesi membri su 27. Sono molte altre le battaglie che con il nostro peso e con il nostro buon senso possiamo portare avanti”.

Dinanzi alla platea degli industriali Meloni ha ribadito un pensiero già espresso in altre occasioni: per lo Stato l’industria non deve essere un soggetto da tassare. “Un’industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare o addirittura da ostacolare”.

Per quanto riguarda il caro energia, arriva un monito: “Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell’emergenza”. Per contenere i costi dell’energia “serve un cambio di passo anche in Europa. Il sistema ETS gonfia i prezzi, crea squilibri tra Stati membri, danneggia le nostre imprese che hanno concorrenti non sottoposti agli stessi vincoli”, ha aggiunto Meloni.

Nello specifico delle bollette ha sottolineato: “Con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglia e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica e il confronto è in fase avanzata. Confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa”.

Proprio oggi, la premier ha inviato, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, una lettera al presidente del Consiglio europeo António Costa, per approfondire tre strade in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre: una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione; un freno contro nuovi oneri burocratici; una riduzione generalizzata degli obblighi di ‘reporting’ Ue, soprattutto per le Pmi.

Infine un passaggio sul tema dell’Intelligenza artificiale: “è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni, destinata a rivoluzionare tutto, compresi i processi produttivi e industriale. L’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la più radicale delle rivoluzioni che l’uomo ha conosciuto. Una governance dell’Intelligenza artificiale è urgente ma il tema va affrontato a livello globale”, nell’ambito della Legge di bilancio, si lavora per “una misura di carattere fiscale per agevole investimenti in questa tipologia di beni”.