Via il verde, spazio al “leon” alato di Tramarossa: la rotatoria spacca in due il paese

In paese non si parla d’altro e i pareri sono discordi: chi apprezza l’opera e chi solleva più di qualche critica e non solo estetica. Pomo della discorsia, il leone alato rosso comparso in questi giorni a Sarcedo alla rotatoria sulla strada provinciale Vecchia Gasparona – all’incrocio fra le vie Granezza e Bassano del Grappa. Ha preso il posto di prato, arbusti e di un albero e non sta di sicuro passando inosservato.
Ultimato ieri, 15 ottobre, alla base il nome Tramarossa, mentre la parte restante della rotatoria è composto da semplici sassi grigi. Una posa che è frutto di una convenzione fra Vi.Abilità, la società pubblica che gestisce l’infrastruttura stradale per conto della Provincia di Vicenza e la famiglia Chemello, che attraverso le sue società gestisce fra l’altro proprio il brand di abbigliamento Tramarossa (il cui logo è un leone alato rosso) e che produce jeans di taglio sartoriale descritti come “made in Veneto”. In mezzo, il Comune di Sarcedo che, attraverso la sindaca Miria Fattambrini, si è molto speso perchè si arrivasse alla convenzione stessa. Dalla Provincia, spiegano, l’accordo ha una durata di quattro anni.
Vi.Abilità a caccia di sponsor
Alla base dell’operazione c’è la ricerca spasmodica, da parte di Vi.Abilità, di aziende che si facciano carico per un numero prestabilito di anni della manutenzione delle rotatorie presenti su strade provinciali, allo scopo di sbarazzarsi di un costo. Fino a poco tempo fa, o ancor oggi su strade comunali, non era difficile imbattersi in vivai che in cambio della manutezione posizionavano un cartello pubblicitario visibile ma non invadente. Idem per aziende: ce ne sono esempi un po’ in tutta la provincia (nella gallery ne abbiamo raccolti alcuni).
Le altre rotatorie
Ultimamente però la questione ha assunto dimensioni inaspettate e non sempre gradevoli. Così dopo l’enorme leone di San Marco nella grande rotatoria di Trissino (definito “il più grande leone marciano al mondo”, voluto e rivendicato dalla politica), si è passati al marketing vero e proprio. Dalla rotatoria di Angarano a Bassano (dove svetta, al centro, una fontana con il logo dell’azienda Metalba Alliminium) a Longare dove al centro della rotatoria in Riviera Berica, fra prato, filari di viti e cespugli fioriti svetta un orologio (vero) con la scritta Salin e una stele con la scritta “Longare città del vino e della pietra”.
A Sarcedo in parecchi però ritengono che il “grandeur” abbia portato a un risultato ben oltre l’esteticamente godibile: via tutto il verde, distesa di sassi e al centro il brand padrone assoluto dello spazio pubblico con la grande scritta Tramarossa alla base e l’enorme leone alato rosso, un po’ squadrato nelle forme, che svetta imperioso. Che, peraltro, volta le spalle a chi arriva da via Granezza per volgersi al quartier generale dell’azienda. Necessità di manutenzione del verde: zero. Connessione col paesaggio circostante: non pervenuta. E nel mormorio in paese, fra le critiche ci sono non solo quelle estetiche, ma anche (fra le altre) quelle di tipo ambientale (“perchè hanno eliminato il verde?”) e paesaggistico.
Fattambrini: “Abbiamo migliorato l’immagine del paese”
Di tutt’altro parere la sindaca Fattambrini, che aveva presentato così l’operazione: “Sin dall’inizio del nostro mandato ci siamo posti un obiettivo preciso: rendere Sarcedo un paese sempre più curato, accogliente e visivamente bello, valorizzando gli spazi pubblici e prestando particolare attenzione anche a quei luoghi che, pur avendo una funzione principalmente viabilistica, possono contribuire a migliorare l’immagine complessiva del paese”. La rotatoria, quindi, come “vero e proprio biglietto da visita per chi attraversa e vive Sarcedo” e anche una risposta alle frequenti lamentele dei cittadini per le erbacce che crescono qua e là. Intanto, mentre si preannunciano interrogazioni da parte delle opposizioni in Consiglio Comunale (e mentre anche fra gli amministratori della zona c’è chi si chiede come si sia potuto autorizzare un intervento del genere), più goliardicamente sono già già iniziati a circolare meme dove al posto del “leon” alato presidiano il traffico personaggi altrettanto fantasmagorici.
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