Proteste in Francia, chiesto il coprifuoco in alcune città

La Francia è alle prese con una nuova ondata di proteste contro il carovita e il peggioramento dei servizi pubblici. Le manifestazioni di sabato 17 ottobre hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, tra studenti, sindacati e sostenitori dei gilet gialli, tornati in piazza per chiedere salari e pensioni più alti e prezzi più contenuti. In diverse città, i cortei sono degenerati in scontri, incendi e saccheggi, con danni a negozi ed edifici pubblici. Le autorità hanno riferito di circa 2.400 arresti a livello nazionale.
Il governo ha annunciato misure straordinarie per contenere le violenze. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha chiesto ai prefetti di introdurre coprifuochi circoscritti nelle aree più colpite, mentre a Marsiglia sono state vietate manifestazioni e assembramenti dalle 12 alle 20 di lunedì. A Denain, nel nord del Paese, è stato disposto il coprifuoco notturno dalle 21 alle 6 fino al 25 ottobre.
Gli episodi più gravi si sono verificati a Parigi, Lione, Marsiglia e Limoges. Nella città della Francia centrale, il municipio storico è stato gravemente danneggiato da un incendio. Il bilancio comprende migliaia di attività commerciali danneggiate o saccheggiate. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riconosciuto le difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico e ha presentato le dimissioni, respinte dal presidente Emmanuel Macron, che ha chiesto una verifica delle carenze nella pianificazione e nella raccolta delle informazioni.
La mobilitazione riprende temi già al centro della protesta dei gilet gialli, esplosa nel 2018 contro le disuguaglianze e il costo della vita, ma si intreccia oggi con le rivendicazioni degli studenti per migliori condizioni nelle scuole e maggiori risorse per i servizi pubblici. Gli organizzatori hanno già annunciato nuove iniziative per sabato 24 ottobre, mentre il governo cerca di contenere le violenze senza escludere il diritto a manifestare.