Attività private durante il lavoro: Gardin, ex comandante dell’Arma a Schio, deve restituire 28 mila euro

L’ex comandante della compagnia dei carabinieri di Schio, colonnello (in congedo) Vicenzo Gardin dovrà restituire oltre 28 mila euro allo Stato per una lunga serie di attività private svolte in orario di lavoro. Lo ha stabilito la Procura regionale della Corte dei conti.
Sono ben 131 gli episodi contestati all’ex ufficiale fra settembre 2019 e febbraio 2022: in orario di lavoro, era andato più volte dal dentista, a fare benzina, dall’estetista, dal carrozziere, a lezione di tennis, a comprare crocchette per cani o a casa sua, in Veneto. L’accusa, nel dettaglio, è di aver compilato falsi memoriali nei quali avrebbe segnato di essere in servizio mentre, in realtà, si stava dedicando ad attività personali e le prove sono giunte dall’incrocio fra i report e i dati di celle telefoniche, Telepass e pagamenti con il Pos.
Gardini dopo cinque anni e mezzo a Schio e la promozione a maggiore era stato destinato nel settembre 2018 al comando della compagnia di Vipiteno (Bolzano): i fatti contestati risalgono al periodo successivo alla sua gestione della compagnia scledense.
I 28 mila euro da restituire riguardano per 8.643,81 euro lordi la retribuzione percepita ma non dovuta e per altri 20 mila il danno d’immagine recato al ministero della Difesa. Al colonnello viene contestato anche l’utilizzo, “in cinque diverse occasioni di due veicoli di servizio, nella propria disponibilità quale ufficiale superiore, impiegandoli per fini estranei al servizio”.
Il prossimo 10 novembre l’ex ufficiale dei carabinieri comparirà davanti ai giudici del tribunale di Vicenza per la prima udienza del processo che lo vede imputato penalmente per truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e peculato d’uso continuato. Nella primavera del 2022 per questa vicenda, iniziata due anni prima, aveva patteggiato un anno e mezzo per truffa e falso ideologico in atti pubblici ed era stato trasferito. Una vicenda giudiziaria lunga, iniziata nel 2020 e che aveva visto l’allora ufficiale assolto dall’accusa di omessa denuncia e rifiuto di atti d’ufficio, con il Tar che aveva anche annullato un provvedimento di trasferimento e demansionamento.
– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.