Sciopero del 30 ottobre, la Cgia stima un costo fino a un miliardo di euro

Lo sciopero nazionale del 30 ottobre potrebbe aver avuto un impatto economico vicino al miliardo di euro. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha esaminato le possibili conseguenze dell’astensione dal lavoro su imprese, servizi pubblici e cittadini. Il dato è ancora provvisorio. In attesa di conoscere l’effettiva partecipazione dei lavoratori, la Cgia ha ipotizzato un’adesione del 20% dei dipendenti, pari a circa il 14% degli occupati complessivi considerando anche gli autonomi. Sulla base di questo scenario, la perdita diretta di valore aggiunto sarebbe di circa 817 milioni di euro. Considerando anche i costi indiretti, l’impatto complessivo potrebbe raggiungere un miliardo.
Le conseguenze maggiori si concentrerebbero nelle regioni più industrializzate. La Lombardia registra il valore più elevato, con 193,6 milioni di euro, seguita dal Lazio con 94,3 milioni e dal Veneto con 75,3 milioni. Seguono Emilia-Romagna, con 74,6 milioni, e Piemonte, con 60,2 milioni. A incidere non sarebbe soltanto il blocco delle attività produttive. Uno sciopero può comportare ritardi nei trasporti, prestazioni sanitarie da riprogrammare e difficoltà organizzative per famiglie e aziende. Anche il semplice annuncio della mobilitazione può modificare gli spostamenti e le abitudini dei cittadini. La Cgia richiama però un aspetto importante: non tutta la produzione mancata durante una giornata di sciopero si traduce in una perdita definitiva. Alcune attività vengono recuperate successivamente, dalle visite mediche ai trasporti delle merci. Il centro studi ricorda inoltre che lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione e che i primi a sostenere un sacrificio economico sono gli stessi lavoratori che vi aderiscono, rinunciando alla retribuzione della giornata.