Morto nella sua casa a Roma Tinto Brass: aveva 93 anni

È morto questa mattina intorno alle 10.30 a Roma il regista Tinto Brass. Aveva 93 anni. Ne danno notizia la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata. All’anagrafe Giovanni Brass, detto Tino, era nato a Milano il 26 marzo 1933. Con il film “La Chiave” del 1983, il regista si è aggiudicato il titolo di maestro dell’eros sul grande schermo. Nel cast una indimenticabile Stefania Sandrelli. Il cinema italiano perde uno dei suoi autori più anticonformisti e provocatori. Brass ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo trasformando l’eros in una cifra stilistica e in uno strumento di provocazione culturale.
“E’ un momento difficile, di profonda tristezza e dispiacere”, ha detto la moglie Caterina Varzi, a poche ore dalla morte improvvisa del marito.
Brass ha lavorato come aiuto regista per Alberto Cavalcanti, Roberto Rossellini, Joris Ivens. Esordisce alla regia con il lungometraggio “In capo al mondo” (1963), riscuotendo l’unanime attenzione della critica con un’entusiastica accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia: svelò la crisi di valori della generazione dell’antifascismo e della Resistenza, narrando i disagi di un giovane che stenta a integrarsi nella società. Questa insofferenza verso il potere e le sue istituzioni non viene apprezzata dai censori dell’epoca che gli impongono tagli.
Con le due epopee storico-erotiche “Salon Kitty” (1976) e “Caligola” (film realizzato nel 1979 e uscito nel 1984, non corrispondente all’iniziale progetto), Brass inaugura una nuova fase, orientandosi verso un erotismo morboso, di ispirazione colta, che con il tempo sarà premiato anche da un vasto successo di pubblico. Il sesso e il suo particolare rapporto con il potere e con il denaro diventa il tema centrale di “Salon Kitty”, film impregnato di atmosfere che ricordano quelle di Luchino Visconti e Liliana Cavani e ambientato in una casa di tolleranza di Berlino con protagonisti Helmut Berger e Ingrid Thulin.
Numerose sono le pellicole firmate Tinto Brass in cui spiega ed esplora i meandri dell’erotismo, il più famoso dei quali è “La chiave” (1983), libero adattamento di un romanzo di Tanizaki Junichiro. Da “La chiave” in poi, il suo maggior successo, il regista si è concentrato sul percorso di liberazione sessuale di personaggi femminili sempre più disinibiti.
Tra le pellicole più recenti nel 2002 Brass dirige Anna Galiena e Gabriel Garko in “Senso ’45”, liberamente ispirato al racconto “Senso” di Camillo Boito. Nel 2003 torna invece alla commedia erotica con il film a episodi “Fallo!”. Il suo ultimo film è “Monamour” (2005). Il regista ha diretto anche in teatro opere come “Pranzo di famiglia” di Roberto Lerici (1973), uno spettacolo ripreso per cinque volte, con la stessa regia, fino al 1986, anno in cui, invitato a New York, riscosse un successo di critica e di pubblico.
Nel 2010 Tinto Brass viene colpito fa un’emorragia cerebrale e ricoverato in ospedale, ristabilendosi nei mesi successivi con la riabilitazione. Dal matrimonio con Carla Cipriani, celebrato nel 1956 a Venezia, sono nati due figli, Beatrice e Bonifacio. Nel 2017, a 84 anni, il regista ha sposato in seconde nozze la psicoanalista, ex avvocata e attrice Caterina Varzi.