Polemica su “Parole a Confine”, la maggioranza: “Porta qualità ma facciamo molto altro”

“Ridurre la politica culturale di Caltrano a tre serate di festival sarebbe una lettura parziale e lontana dalla realtà”. La maggioranza risponde colpo su colpo alle osservazioni dell’opposizione sul presunto monopolio culturale di “Parole a Confine” e difende le scelte compiute respingendo l’idea di una prevaricazione ideologica oltre che di uno scarso attivismo in paese.
Al centro della replica c’è un concetto preciso: la cultura non vive soltanto nei grandi eventi, ma cresce quotidianamente attraverso una rete di iniziative che coinvolgono scuole, associazioni, famiglie e biblioteca. E che già sarebbero in essere, con grande riscontri. Dopo le critiche rivolte alla gestione delle risorse culturali e alla rassegna condivisa coi comuni attigui dalla minoranza di Viviamo Caltrano, l’amministrazione rivendica quindi il lavoro svolto durante l’intero anno, sottolineando come il festival rappresenti soltanto una parte di un programma più ampio. Un’attività che, secondo il Comune, si sviluppa attraverso laboratori per bambini e ragazzi, incontri dedicati alla memoria storica, presentazioni di libri, appuntamenti teatrali, iniziative per le famiglie e collaborazioni con rassegne ormai consolidate come “Teatro in Casa” e “Suoni tra le Malghe”. Un calendario che – sostengono sempre gli amministratori – dimostrerebbe come Parole a Confine rappresenti solo una parte di un’offerta culturale ben più ampia.
E tutt’altro che marginale: “Il paese è impegnato su più fronti ed in modo variegato – il pensiero della maggioranza – ma la scelta di proseguire nelle collaborazioni sovracomunali è strategica per portare a Caltrano eventi e ospiti di qualità che difficilmente potrebbero essere sostenuti da un singolo ente”.
E nella risposta trova spazio anche un altro tema: quello della biblioteca civica, tassello fondamentale della crescita culturale della comunità. Nei mesi scorsi il Comune ha infatti ottenuto un finanziamento ministeriale di 12.669 euro destinato all’acquisto di nuovi libri attraverso il Fondo di sostegno alla filiera del libro. Risorse che hanno consentito di ampliare il patrimonio librario senza incidere sulle casse comunali, con particolare attenzione anche agli autori e alle pubblicazioni legate al territorio: “Le centinaia di nuovi volumi acquistati andranno ad arricchire ulteriormente l’offerta della nostra biblioteca – evidenzia il sindaco Alberto Dal Santo – senza dimenticare gli interventi realizzati per migliorare gli spazi e gli arredi della struttura”. Una prospettiva che si inserirebbe nel percorso di valorizzazione di Palazzo Zuccato, rafforzando il ruolo della biblioteca come luogo di incontro, formazione e partecipazione.
Ma nella replica emerge infine anche una considerazione politica. La maggioranza ricorda come la minoranza tralasci due aspetti fondamentali della cultura in paese: volontariato e associazioni. “Dietro ogni incontro, ogni presentazione di un libro, ogni spettacolo, ogni iniziativa per bambini e ragazzi, non c’è soltanto una voce di spesa. Ci sono persone che dedicano il proprio tempo, che studiano, organizzano, telefonano, preparano sale, accolgono ospiti, promuovono eventi e costruiscono occasioni di incontro per l’intera comunità. Volontari che scelgono di mettersi al servizio degli altri senza ricevere alcun compenso. Ci sono associazioni che collaborano tra loro – chiosano con fermezza – ridurre tutto questo a una semplice questione economica significante non cogliere il valore più autentico della cultura”. Una convinzione ribadita a più riprese dalla maggioranza: i grandi eventi hanno il loro valore, ma una comunità cresce soprattutto grazie al lavoro quotidiano svolto tra gli scaffali di una biblioteca, nelle associazioni e nelle molte iniziative che animano il territorio durante tutto l’anno. E che l’amministrazione sostiene, “anche quando la minoranza parrebbe non volerlo vedere”.
“Parole a confine”…ma anche altro. La minoranza chiede pluralità e più iniziative in paese
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