“Nel posto sbagliato al momento sbagliato”: 6 anni all’uomo che investì i 2 sedicenni

Una condanna che non riesce a colmare il vuoto lasciato da una tragedia che ha sconvolto due famiglie e un’intera comunità. A più di un anno dall’incidente che costò la vita a Giulio Pizzolato e Mattia Cardascia, entrambi sedicenni, il tribunale ha pronunciato la sentenza nei confronti dell’automobilista, Luca Beggiato, ritenuto responsabile dello schianto avvenuto la sera del 15 agosto 2025.

L’uomo, 50 anni, è stato giudicato con rito abbreviato e condannato a sei anni di reclusione. Una pena inferiore rispetto a quella richiesta dall’accusa, che aveva domandato dieci anni di carcere. Nella decisione del giudice non è stata riconosciuta l’aggravante legata all’assunzione di sostanze stupefacenti, elemento che ha inciso in modo significativo sull’entità della condanna. In aula l’attesa era palpabile. I familiari dei due ragazzi avevano seguito con apprensione ogni fase del processo, nella speranza che il pronunciamento finale chiarisse definitivamente ogni responsabilità. Per loro, al di là dell’aspetto penale, il punto centrale resta uno: vedere riconosciuta l’assoluta estraneità delle vittime rispetto alle cause dell’incidente.

Alla lettura del dispositivo è seguito un silenzio carico di amarezza. I parenti dei ragazzi hanno lasciato il tribunale visibilmente provati, senza nascondere la delusione per una sentenza ritenuta insufficiente rispetto alla gravità dei fatti. Un dolore che continua ad accompagnare le famiglie e che, a distanza di tempo, resta immutato. Particolarmente forte la reazione dei genitori, che hanno ribadito come la perdita dei figli abbia segnato in modo irreversibile le loro esistenze. Ai loro occhi, nessuna decisione giudiziaria potrà restituire ciò che è stato spezzato quella sera d’estate. Rimane però la volontà di mantenere viva la memoria di Giulio e Mattia e di trasformare il dramma vissuto in un messaggio di sensibilizzazione rivolto ai più giovani sui temi della sicurezza stradale.

La sera che cambiò tutto. L’incidente avvenne poco prima delle 22 lungo via Montorso, ad Arzignano. Giulio e Mattia, studenti del liceo artistico Boccioni di Valdagno, stavano trascorrendo il Ferragosto insieme ad alcuni amici. Il gruppo viaggiava su diversi scooter procedendo nella stessa direzione quando, secondo gli accertamenti svolti dagli investigatori, un’auto proveniente dal senso opposto avrebbe oltrepassato la mezzeria invadendo la corsia di marcia dei ragazzi. Uno dei motocicli riuscì a evitare l’impatto per pochi istanti. Non andò altrettanto bene allo scooter sul quale si trovavano i due sedicenni, centrato violentemente dall’autovettura. Nello schianto rimase coinvolto anche un altro giovane, che riportò ferite non gravi. Gli amici che seguivano il gruppo assistettero impotenti alla scena riuscendo a fermarsi appena in tempo.

Trasportati d’urgenza all’ospedale San Bortolo di Vicenza, Giulio e Mattia morirono il giorno successivo a causa delle gravissime lesioni riportate. La notizia della loro scomparsa suscitò profonda commozione non solo nelle rispettive comunità di Arzignano e Montorso, ma anche nell’ambiente scolastico che li conosceva e li ricordava come ragazzi pieni di progetti e aspettative.

L’iter giudiziario. Nel corso del procedimento la difesa aveva tentato diverse strade processuali. Tra queste, la richiesta di accesso alla giustizia riparativa, che non è stata accolta, e la domanda di rito abbreviato subordinata a ulteriori approfondimenti tecnici. Alla fine il processo si è concluso con la formula abbreviata, che comporta una riduzione della pena prevista dalla legge. Ora l’attenzione si sposta sulle motivazioni della sentenza. Saranno quelle a spiegare nel dettaglio le ragioni della decisione e a orientare le valutazioni delle parti coinvolte sui possibili sviluppi futuri. Nel frattempo resta l’eredità più pesante di questa vicenda: due ragazzi che avevano davanti tutta la vita e che, in pochi secondi, hanno visto svanire il loro futuro. Una tragedia che continua a interrogare le coscienze e che per molti si riassume in una considerazione tanto semplice quanto dolorosa: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Una luce a un anno dalla morte di Giulio e Mattia: l’invito delle famiglie per domani sera

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