FIGC, Malagò commissario di sé stesso: dalla barzelletta alla farsa

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Giovanni Malagò commissario di se stesso. Alla fine la barzelletta che copre ancor più di ridicolo il mondo del calcio italiano è finita così, senza colpo ferire. Una storia degna di Kafka o, meglio ancora, di Luigi Pirandello, per citare un’eccellenza di casa nostra in mezzo a tanta mediocrità e meschineria. Una commedia in stile: “Sei personaggi in cerca d’autore”. Mandrake e Fregoli sono dilettanti davanti all’illusionismo e al trasformismo sfoggiati nell’occasione dai protagonisti di questa vera e propria farsa. E non è finita qui perchè a breve il calcio, tornerà a votare per eleggere il nuovo presidente con, inevitabilmente Malagò candidato unico. Ci sarebbe da ridere se non venisse da piangere.

L’antefatto e i retroscena. Tutto nasce da un cavillo tipico della burocrazia italica e scoperto da alcuni giuristi ingaggiati dai nemici giurati di Malagò, su tutti: il ministro dello Sport Andrea Abodi, spalleggiato dal presidente della Lazio Claudio Lotito. Eletto a giugno presidente della FIGC con il 70% dei voti, Malagò era finito nell’occhio del ciclone perchè non tesserato per la Federcalcio. Ma come? Ma prima tutte le componenti del calcio che lo hanno votato non lo sapevano che era ineleggibile? Da qui la decisione di invalidare l’elezione commissariando la stessa FIGC. Tutti contro tutti con tanto di dimissioni della capodelegazione azzurra Diana Bianchedi, incalzata e criticata sempre da Abodi perchè scelta da Malagò.

La retromarcia per salvare capra e cavoli. Dopo il caos e il polverone che hanno messo ulteriormente alla berlina il calcio italiano, ecco la classica decisione all’italiana: per la serie, quando la toppa è peggio del buco. Nonostante la convocazione degli stati generali del CONI, tra il 5 e il 6 ottobre, le parti in causa, infatti, sono giunte a un esilarante compromesso: Federcalcio commissariata sì ma sempre guidata da Giovanni Malagò, neo commissario di se stesso. Compromesso approvato all’unanimità da Giunta e Consiglio Nazionale CONI. Malagò ha chiosato dicendo: “Vittoria del buonsenso e della logica, ma, vicenda triste e imbarazzante. Io ho la schiena dritta”. Malagò esce vincitore dall’arena in cui era entrato da sconfitto, ma, i suoi nemici e il calcio italiano hanno perso la faccia. E ovviamente, tra i perdenti, come spesso accade, nessuna dimissione.