Lupi a Canove, la rabbia del sindaco Rigoni: “Compiono razzie nel nostro territorio”

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La foto scattata con fototrappola da Federico Povoledo, ripostata dal sindaco Rigoni su Facebook

Uno scatto notturno che immortala due lupi colti dall’obiettivo di una fototrappola sulla neve, nei campi vicino a Canove di Roana. A breve distanza da Asiago. La foto è di Federico Povoledo, che l’ha trasmessa al sindaco asiaghese Roberto Rigoni Stern. Il primo cittadino, che ieri sera l’ha ripubblicata su Facebook, lancia l’allarme. E intanto sul tema interviene anche Federcaccia Vicenza, con il presidente provinciale Emiliano Galvanetto che segnala (vedi le immagini diffuse dall’associazione) come sia stato già trovato “un centinaio di carcasse di mufloni e camosci sbranati. Il problema dei lupi va contenuto, altrimenti si rischia di creare grossi problemi alla fauna selvatica e non solo”.

Il sindaco di Asiago, pubblicando la foto, lamenta i timori che si diffondono nel centro montano, in particolare nella frazione Sasso dove gli abitanti spesso avrebbero sentito, ultimamente, ululati. “In questa foto si vedono chiaramente due lupi – scrive Rigoni – Inutile sottolineare le razzie che queste bestie stanno compiendo su tutto il nostro territorio. Inutile evidenziare le preoccupazioni di molti agricoltori che stanno organizzando la riapertura delle malghe per l’alpeggio. Inutile rilevare il timore che gli ululati provocano sui residenti e sui turisti che frequentano le nostre montagne. Inutile ribadire che noi amministratori siamo stanchi di dover “gestire” – a fianco alle moltissime altre questioni quotidiane – problematiche di questo genere che nascono da chi non possiede il rispetto di una terra così complessa e dagli equilibri così delicati quali i nostri!”. Rigoni è preoccupato anche per l’alpeggio: l’Altopiano durante i mesi estivi è meta di moltissimi bovini portati qui a pascolare, che secondo il sindaco potrebbero essere preda dei lupi.

Ma sul tema fa un appello anche Federcaccia: dall’associazione fanno sapere che negli ultimi tempi hanno ricevuto numerose segnalazioni riguardanti animali sbranati dai lupi, corredate da immagini. “Mi stanno arrivando moltissime foto da parte di nostri associati, relative al ritrovamento di carcasse di animali – dichiara Galvanetto – in particolare mufloni e camosci, visto che sono quelli che si spingono maggiormente nei prati, e in misura minore di caprioli e cervi, che invece prediligono il bosco. Il lupo infatti per cacciare preferisce gli spazi aperti”. Il problema, secondo il presidente, non è di poco conto e rischia di mettere in pericolo lo stesso equilibrio faunistico. “In questi anni è stata fatta una gestione, che ha mantenuto l’equilibrio tra le varie specie. La presenza di troppi predatori può alterarlo. I lupi, infatti, sono al culmine della catena alimentare, non hanno antagonisti e trovando parecchio cibo si moltiplicano: questo potrebbe portare all’estinzione di mufloni e camosci. Inoltre colpiscono indiscriminatamente, tanto che sono state trovate anche carcasse di cani. Ho parlato con le associazioni di categoria degli allevatori e sono molto preoccupati – conclude – perché tra poco porteranno le mandrie nei pascoli alpini, zona di predazione dei lupi, proprio perché amano cacciare negli spazi aperti. O le istituzioni si impegnano per contenere questo problema o i danni potrebbero essere ingenti”.

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