Nascite all’ospedale di Asiago, il Dg Carretta scrive: “Prima del dove, conta la sicurezza”

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Dopo la segnalazione di una mamma altopianese rammaricata per essere stata inviata a altro ospedale per la nascita del secondogenito, è pervenuto lo scritto del Direttore Generale – ULSS 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, che qui di seguito pubblichiamo integralmente.

“Vorrei rispondere alla segnalazione di una mamma che ha espresso il proprio rammarico per essere stata indirizzata in una sede diversa dall’ospedale di Asiago – da lei inizialmente scelto – per la nascita del suo secondo figlio. Non entrerò ovviamente nel merito del caso specifico, ma vorrei cogliere l’opportunità di affrontare la tematica in maniera più generica: penso infatti che questa sia un’occasione per sgombrare il campo da alcuni equivoci di base riguardo il percorso nascita di Asiago.

Le particolari caratteristiche orografiche del territorio dell’altopiano e la difficoltà dei collegamenti con gli ospedali limitrofi hanno infatti determinato una specifica deroga ministeriale e regionale rispetto al numero minimo di parti previsto per mantenere attivo un punto nascita. Per questo, in un momento storico in cui sono in discussione altri Punti Nascita del territorio, il Veneto non ha invece messo in dubbio il mantenimento di quello ad Asiago.

Non solo, proprio negli ultimi mesi l’Azienda socio-sanitaria ha posto in essere importanti misure per potenziare la struttura relativamente agli standard di professionalità e sicurezza: sono state riviste e migliorate tutte le procedure interne, è stata implementata la reperibilità dei pediatri h24, che si aggiunge alla presenza di tutte le figure coinvolte nell’evento parto, è stato definito un programma di rotazione delle ostetriche negli ospedali di Asiago, Bassano e Santorso affinché tutte le professioniste mantengano sempre un adeguato livello di allenamento ed esperienza in termini di numero di parti per anno effettuati da ciascuna operatrice (almeno 20-25 a testa). Queste azioni dimostrano in modo concreto un orientamento ad investire per garantire standard qualitativi sempre più elevati.

In questa prospettiva, la selezione dei parti eseguibili presso l’ospedale di Asiago sulla base di criteri clinici di sicurezza stabiliti da professionisti specialisti del settore risponde ad un duplice obiettivo. Il primo, e più importante, è l’assoluta sicurezza della mamma e del neonato: questa è e sarà sempre una priorità, perché anche se è certamente vero che il parto è un evento naturale, sono ben note nella letteratura medica le possibili complicanze che possono determinare un pericolo concreto se non vengono gestite nel modo migliore. Su questo punto è necessario che la popolazione, le gestanti in particolare, abbiano fiducia nelle valutazioni dei clinici ai quali esse stesse, orientandosi a partorire ad Asiago, scelgono di affidarsi: il fatto che parti precedenti siano andati a buon fine o che eventuali complicanze costituiscano una probabilità molto remota, non possono essere obiezioni fondate rispetto alla volontà di applicare semplicemente il principio di massima precauzione per tutelare la donna e il suo bambino. Tale criterio risponde inoltre a specifici parametri per i quali ci si è confrontati con specialisti di riferimento a livello nazionale.

C’è poi il secondo obiettivo: la sicurezza del percorso nascita non è un valore determinato da un’unica variabile, ma è la risultante di come le situazioni cliniche, sempre diverse, vengono gestite in esso: sono proprio le linee guida adottate che rendono oggi sempre più sicuro partorire ad Asiago e questo rappresenta una fondamentale tutela anche per il futuro stesso dell’attuale percorso nascita. Viceversa, il rincorrere la casistica ed i numeri come obiettivo principale, anche con l’accettazione di casi passibili di potenziali complicanze sulla scorta della letteratura, rappresenterebbe un rischio non solo per l’esito del parto in sé, ma anche per il percorso nascita nel suo complesso.

Negli ultimi anni sono infatti nati da famiglie dell’altopiano circa 100 bambini all’anno, metà dei quali a Bassano e a Santorso e solamente una cinquantina di parti sono avvenuti ad Asiago; considerando anche l’inverno demografico ed il calo nazionale delle nascite sempre più drammatico è quindi impensabile che in altopiano si possa invertire la tendenza e far crescere il numero di parti per raggiungere la “fatidica” soglia dei 500 parti per anno.

Per queste ragioni la considerazione e l’attaccamento espresso a più riprese dalle donne dell’Altopiano e non solo rendono onore e gratificano dell’impegno messo in campo ogni giorno dall’Azienda e dal personale del reparto per mantenere attiva la struttura di Asiago, ma questo impegno si concretizza anche indirizzando la donna verso altri ospedali dell’Azienda quando le condizioni cliniche lo rendano necessario. Ringrazio dunque tutte le mamme dell’Altopiano, e non solo, per l’attaccamento che dimostrano verso l’ospedale di Asiago e chiediamo anche la loro comprensione e il loro aiuto perché esso possa continuare a lavorare in piena serenità. Nascere ad Asiago potrà essere sempre possibile in futuro solo non inseguendo i numeri, ma puntando invece ad una sempre maggiore sicurezza”.

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