Aumentano i bidelli e i tecnici, ma mancano presidi. Donazzan: “E’ a rischio l’apertura dell’anno”

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Nuovi bidelli e tecnici nelle scuole venete, ma la Regione chiede di più per il buon funzionamento della scuola. Il ministero dell’Istruzione ha autorizzato l’assunzione di 262 collaboratori scolastici e assistenti tecnici in più per il prossimo anno scolastico in Veneto. “Una prima e ancora molto parziale risposta alle richieste avanzate dalla Regione e dall’Ufficio scolastico regionale – commenta il governatore Luca Zaia – che solo in parte risponde alle esigenze di funzionamento dei plessi scolastici nella nostra regione. Manca ancora qualche settimana all’apertura dell’anno scolastico e confido che ci sia ancora qualche possibilità affinchè le richieste del Veneto trovino congrua attenzione. Ci rivediamo, quindi, a settembre, come si dice a scuola”.

Le tabelle di ripartizione del personale Ata tra le regioni assegnano al Veneto, per  il prossimo anno scolastico, 15.639 posti, 262 in più rispetto dell’organico teorico (‘di diritto’) per la categoria degli assistenti scolastici. Ma nel precedente anno scolastico 2016-17 l’organico Ata effettivo in Veneto computava 15.656 posti, 181 in meno rispetto all’organico ‘di fatto’ assegnato per l’anno 2015-16. Tanto che l’Ufficio scolastico regionale, emanazione dello stesso ministero, aveva dovuto prevedere 207 posti in deroga, portando così il numero dei cosiddetti bidelli e collaboratori scolastici a 15.863, considerato il minimo sindacale per garantire apertura e funzionamento di tutte le scuole venete.

“Il Veneto conta vaste aree ad alta dispersione demografica – fa notare l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan –  basti pensare alla provincia dolomitica, al Polesine e al delta del Po o all’area lagunare e delle isole. I 262 posti in più per collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici riconosciuti dal ministero con l’organico ‘di fatto’ 2017-18 non soddisfano nemmeno le esigenze censite dall’Ufficio scolastico regionale per lo scorso anno scolastico, quando furono attivati 207 posti in deroga per portare il personale Ata in servizio nelle scuole venete a 15.863.  Forse il ministero dimentica che per tenere aperto un plesso scolastico, di qualunque ordine e grado, servono almeno due collaboratori Ata: un livello minimo di servizio difficile da garantire, con questi numeri, nei piccoli paesi di montagna o delle aree deltizie e lagunari”. Per l’assessore all’Istruzione “la regolare apertura dell’anno scolastico a settembre in Veneto è a rischio perché, a causa dei pensionamenti e del blocco del turn-over,  restano scoperti 210 posti di dirigente scolastico e nelle segreterie delle scuole mancheranno a settembre 172 amministrativi. Né sarà possibile procedere con ulteriori accorpamenti di plessi, visto che il piano di riordino attuato ha già creato istituti con oltre 900 alunni. O il ministero rispetta il reale rapporto numerico tra iscritti/docenti/personale Ata che serve per far funzionare lo nostre scuole, o non ci resterà altro che rivendicare con forza e determinazione piante organiche e concorsi su base regionale”.

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