Lottò contro la demolizione della miniera di Marcinelle. Targa a don Bordignon

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Domenica scorsa a Lusiana la Regione Veneto ha consegnata una targa d’oro a don Giovanni Bordignon, 74 anni, missionario scalabriniano veneto che si è battuto, durante il suo servizio in Belgio, insieme ai minatori perché la miniera di Marcinelle fosse salvata dalla demolizione e rimanga come monumento alla memoria del sacrificio immane dei nostri emigranti.

A Marcinelle in Belgio infatti nel 1956 morirono 262 minatori, di cui la metà italiani e tra questi 5 veneti, periti nell’incendio della miniera di carbone Bois du Cazier.

“Conservare i segni della memoria e onorare quanti ne sono testimoni, credo sia un atto doveroso di rispetto e di omaggio verso le vittime di quella tragedia e verso le sofferenze patite dai milioni di veneti che hanno lasciato la loro terra in cerca di lavoro e di futuro, pagando spesso un caro prezzo – ha detto l’assessore regionale al sociale e i flussi migratori Manuela Lanzarin – quel sito ora è patrimonio dell’umanità, per decisione dell’Unesco, perchè sia emblema delle tante, troppe tragedia dell’emigrazione e del lavoro, che purtroppo continuano a segnare la storia presente. Il ricordo delle vittime di ieri e di oggi sia un monito universale, a difesa del valore della vita umana e del lavoro in ogni luogo e in ogni condizione, contrastando miseria e sfruttamento”.

La targa a don Bordignon è stata consegnata alla presenza anche del sindaco di Lusiana Maria Luisa Corradin, del presidente dell’associazione dei Vicentini nel mondo Marco Appoggi, dei senatori Rosanna Filippin e Giorgio Santini.

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