Zaia: “Sui tagli alla sanità Renzi ammette di aver sbagliato. Ora rimedi”

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“Se si è accorto di aver tagliato troppo e male in sanità con i suoi tagli lineari, il Presidente del Consiglio tiri fuori i costi standard dai cassetti romani nei quali giacciono dal 2011 e faccia in modo di imporli, già in questo Def, a tutta Italia. Spero ardentemente che quella di oggi non sia una sparata e che almeno per una volta non siano solo parole. Lo aspettiamo alla prova dei fatti”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal Premier Matteo Renzi in visita all’ospedale San Raffaele sui tagli alla sanità e le modalità lineari con cui sono stati sinora attuati.

“Non è difficile applicare davvero i costi standard – incalza Zaia – basta prendere il Veneto e copiare. Vorrei ricordare – aggiunge il Governatore – è stato proprio il Governo Renzi a riconoscere le buone pratiche del Veneto, inserendo la nostra Regione tra quelle benchmark in sanità”.

“Ora – conclude Zaia – ha una straordinaria occasione per dimostrarlo con i fatti. Il Def è ideale per inserire una vera svolta chiamata costi standard. Il che, spalmato non solo in sanità ma su tutti i settori della spesa pubblica, e presa come paragone l’esperienza del Veneto, vale 30 miliardi l’anno di minori spese. Basta volerlo. Nei fatti, non a parole. Le parole le abbiamo sentite. Attendiamo i fatti”.

Solo pochi giorni fa, a metà settembre, il Governatore del Veneto aveva lanciato un nuovo grido di allarme. “Sembra – aveva affermato allora – che il Governo stia valutando ulteriori tagli alla Sanità per un miliardo e mezzo di euro. Se passa questo ennesimo, ripeto ennesimo taglio, non sarà più sostenibile. Dovrò impugnare la penna e chiudere ospedali. Non ci sarà altro da fare. Chi ci ha portato a questo estremo ne risponderà alla gente. Risparmiare in sanità si può, ma siamo stufi di essere presi in giro da chi spaccia il concetto di taglio con quello di spending review”.

Zaia chiedeva in sostanza alcune cose molto precise: “applicare i costi standard immediatamente, in tutta Italia, dai cerotti alle Tac, ma non si ha il coraggio di farlo; tagliare davvero dove si spreca e non in tutto il Paese, ma non conviene perché dove si spreca ci sono milioni di voti; diffondere in maniera coercitiva le buone pratiche che tante Regioni presentano e farle utilizzare da tutti”.

“Dopo anni di miracoli – sentenziò allora Zaia – almeno da parte del Veneto e di alcune altre Regioni, la soglia sarà superata. La sanità veneta nel 2016 chiuderà in pareggio, ma è molto probabile che sia l’ultima volta in cui sarà possibile. Stiamo anche tentando da mesi di mandare in porto una riforma amministrativa che ha l’unico scopo di tagliare la spesa della burocrazia e riversare i risparmi sulle cure. Comunque non ci sarebbero più margini. Dal prossimo taglio nazionale si chiude. E non si cerchino colpe che non ci sono in Veneto e nelle poche altre Regioni virtuose. Si cerchino da chi ha deciso, da anni ormai, che la salute degli italiani non è una priorità”.

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