Ressa di studenti alle fermate degli autobus. E dentro c’è chi nella calca si sente male

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Se non fosse per le mascherine indossate – diligentemente a quanto pare – dagli studenti, sembrerebbe che nulla sia cambiato nel tragitto casa-scuola negli autobus che trasportano i pendolari, rispetto al pre-lockdown. Si tratta per lo più adolescenti che frequentano licei e istituti superiori in genere nei poli della provincia, assiepati sui mezzi di trasporto pubblici con evidenti difficoltà di adeguarsi alle norme anti diffusione del contagio.

Di sicuro vale per la tratta Bassano-Vicenza, dove martedì un ragazzo ha accusato un malessere passeggero, dovuto al mix di caldo e affollamento di coetanei all’interno di una corriera del servizio Svt. Nulla di grave, il giovane teenager si è ripreso poco dopo grazie all’aiuto di alcuni amici ed è bastata una bottiglietta d’acqua offerta da una studentessa di Dueville per rinfrescarlo, dopo che anche l’autista del mezzo si è assicurato che le sue condizioni di salute non necessitassero dell’intervento del 118.

L’episodio, però, ha suscitato nei giorni successivi un ampio dibattito sui media locali, con repliche dell’azienda Società Vicentina Trasporti a mettere i puntini sulle “i” sulle normative vigenti in materia di trasporto pubblico e sulla titolarità delle responsabilità. L’immagine a corredo di questo articolo proviene proprio dall’interno dell’autobus “teatro” del lieve malore, che percorre la linea 47, negli attimi precedenti ai minuti di apprensione poi sfumati nel “nulla di grave”. A fornirla uno dei minori presenti.

A fronte della riduzione all’80% della capienza originaria – sancita lo scorso 31 agosto dal ministero – in modo da attenuare la ressa, appare evidente come il distanziamento sociale previsto non sempre sia attuabile all’interno di autobus urbani ed extraurbani. Questo accade in particolar modo nelle ore di punta del mattino e post fine lezioni, quando dagli istituti si riversano in strada e verso i mezzi pubblici decine di migliaia di studenti delle scuole superiori.

Da tenere presente infine che la percentuale indicata dal testo normativo comprende i posti in piedi, come specifica la società Svt in un comunicato, e di fatto corregge di poco la portata massima di utenti durante le corse di linea: la percezione ad “occhio nudo”, quindi, rischia di essere ingannevole, ed eventuali controlli possono essere esperiti solo dall’autista. Fatto sta che i vietatissimi assembramenti rimangono all’ordine del giorno, e non resta quindi che affidarsi al buon senso di tutti, oltre che allo “schermo” fornito dalle mascherine.