CineMachine | Il fantasma dell’Opera

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REGIA: Rupert Julian ● CAST: Lon Chaney, Mary Philbin, Norman Kerry, Arthur Edmund Carewe, John St. Polis, Virginia Pearson, Gibson Gowland, Snitz Edwards, Chester Conklin, Carla Laemmle ● GENERE: horror, drammatico ● DURATA: 103 minuti ● DATA DI USCITA: Marzo 1926 (Italia)

Il fantasma dell’Opera del 1925 per la regia di Rupert Julian.

Storia: Un compositore grottescamente sfigurato, noto come “il Fantasma”, infesta il teatro dell’opera di Parigi, dove sta segretamente complottando contro i proprietari e gli stessi attori, per far si che Christine Daae, la donna che lui segretamente ama, diventi la diva dell’opera. Avvicinandola furtivamente, il Fantasma le dichiara il suo amore, ma Christine ama un altro uomo e sta progettando di fuggire con lui. Quando il Fantasma apprende questo, rapisce Christine, portandola nel suo remoto rifugio sotterraneo. Dal paradiso del palcoscenico, dove fama e ricchezza prosperano, una discesa agli inferi, dove la drammaticità e l’orrore la fanno da padroni.

Torniamo al cinema muto. Avevamo già accennato a questo primo grande periodo del fenomeno “cinema” in due precedenti articoli che invito i nuovi lettori ad andare a scoprire.

Accendiamo la nostra macchina del tempo ed andiamo all’anno prima dell’uscita di Come vinsi la guerra (The General) di Buster Keaton, recensito tempo a dietro per questa piccola rubrica. È il 1925 quando Rupert Julian prende parte all’adattamento cinematografico dell’opera più popolare dello scrittore francese Gaston Leroux, pubblicata nel 1910: Il fantasma dell’Opera.

Il regista neozelandese, emigrato negli Stati Uniti nel 1911, si sta per coinvolgere in una delle prime grandi produzioni di successo firmate dalla neonata Universal Studios. Un’opera destinata a diventare “il più grande film dell’orrore del cinema moderno” e che sarà il promotore di quella lunga sequela di film di mostri realizzati dalla casa di produzione californiana. Di fatto di questo film, la casa madre produrrà un remake con protagonista Claude Rains nella parte del fantasma nel 1943.

Tornando al film, in realtà Rupert Julian c’entra in parte con la realizzazione di questo lungometraggio, dato che molte scene sono state poi dirette da Edward Sedgwick (gran collaboratore di Buster Keaton) e dalla stessa star del film, ovvero Lon Chaney, una delle figure attoriali più preponderanti nella storia del cinema dell’orrore del XX secolo. Non se ne conoscono bene i motivi, fatto sta che del film esistono più edizioni, sia mute che sonorizzate tramite doppiaggio.

Ad oggi la pellicola è diventata di dominio pubblico negli Stati Uniti ed ancora oggi è in grado di suggestionare lo spettatore grazie alla forza espressiva artistica data dallo strumento cinematografico e grazie alla caratterizzazione del volto di Chaney, in grado di trasmettere drammaticità e spavento anche senza l’utilizzo di alcun dialogo o effetto digitale.

Una buona base per chiunque volesse avvicinarsi al cinema, potendolo anche fare con mezzi o budget contenuti. Di fatto, oltre le straordinarie scenografie di Ben Carré, Charles D. Hall e Elmer Sheeley (non accreditati), il film coinvolge lo spettatore attraverso dei deliziosi siparietti che miscelano efficacemente la componente drammatica con quella orrorifica. L’atmosfera che si respira è quella gotica che influenzerà tutto il cinema horror, da James Whale a Mario Bava, con la presenza fissa di scenari spettrali, intrisi di ragnatele, luci soffuse e angoli bui dove il fantasma si annida e sorveglia il teatro.

Ed infine c’è lui, unico e solo, fantasma dell’Opera, interpretato da un favoloso Lon Chaney che da solo vale tutta la visione del film. Un’interpretazione rimasta scolpita nella storia e che tutt’oggi rimane suggestiva e accattivante, anche agli occhi di un pubblico nato quasi un secolo dopo la sua realizzazione.

Per i più ghiotti collezionisti, lo Studio 4K dovrebbe fa uscire, in data non ancora specificata, una possibilmente buona edizione in Blu-ray, sennò è ancora disponibile la versione in DVD distribuito dalla Terminal Video.

Un grande capolavoro e un grande capostipite del cinema dell’orrore.     

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