Dieci anni dopo il terremoto che devastò il centro Italia la ricostruzione continua

Il 24 agosto di 10 anni fa una scossa di magnitudo 6.0 devastò Accumuli e Amatrice e provocò gravi danni ad Arquata del Tronto, Norcia e in altre località del Centro Italia. I morti furono più di 300 e di questi 239 ad Amatrice che nella notte ha ricordato le sue vittime con una fiaccolata. Migliaia i feriti e 40 mila gli sfollati, gravi i danni al patrimonio artistico e all’economia.
La ricostruzione nei luoghi devastati dal sisma è ancora in corso e tal proposito il presidente della Repubblica, Mattarella, in una in una dichiarazione sul terremoto che nel 2016 colpì i territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo ha scritto: “Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile”. E ancora: “È un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia”.
Nella dichiarazione si legge ancora: “La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio quel terremoto – delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo – costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio”.
Anche la premier Giorgia Meloni, in un lungo post sui social, ha ricordato la “prima, terribile, scossa” che diede il via alla devastante sequenza sismica in Centro Italia. “Oggi – ha scritto la presidente del consiglio – rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione. In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente”.
Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, durante la messa presso l’area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto ha dichiarato: “La tragedia è iniziata quella notte ma dura sempre: solitudine, spaesamento, distacco forzato dalla propria comunità. Oggi sappiamo che il percorso è ancora lungo, ma sappiamo anche che c’è futuro. Rinascere”. E ancora: “Non promesse, ma lavoro di tutti, ciascuno nelle proprie funzioni e responsabilità tutte importanti, con la forza di quella solidarietà che tanto ha consolato in quei giorni terribili”.