Attentato Manchester: altri 2 fermi e sale la tensione per la fuga di notizie

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La polizia di Manchester ha arrestato stamane all’alba due uomini sospettati di appartenere alla cellula jihadista che ha aiutato il kamikaze, Salman Abedi, che lunedì sera si è fatto saltare in aria uccidendo 22 persone e ferendone 59 al termine di un concerto. Lo rende noto la polizia di Manchester su Twitter.
Uno dei sospetti è stato fermato durante una perquisizione a Withington, quartiere meridionale della città. Il secondo è stato invece fermato nella zona di Manchester. In totale sono al momento 8 gli uomini sotto custodia, a partire da Ismail Abedi, fratello maggiore del kamikaze, il fratello minore Hashem Abedi e il padre 51enne. Una donna arrestata ieri sera è invece  stata rilasciata nella notte.
Intanto sale la tensione tra le autorità britanniche e media americane dopo le ripetute fughe di notizie sulle indagini tanto che la polizia di Manchester ha interrotto con gli Usa la comunicazione delle informazioni sull’attentato di lunedì. E’ invece trapelato che quattro giorni prima di compiere l’attacco a Manchester, Salman Abedi, il kamikaze 22enne, si trovava a Dusserdolf, in Germania. Lo afferma l’intelligence di Berlino, citata dai media britannici. Ormai è accertato che Abedi aveva dei complici. Gli investigatori sono convinti che a progettare la strage sia stata una cellula terroristica, ancora in grado di colpire. Secondo il il deputato statunitense Mike McCaul, che presiede l’House Homeland Security Committee americano, nel massacro della Manchester Arena è stato usato l’esplosivo Tapt, lo stesso delle stragi di Parigi e Bruxelles. Inoltre nei blitz compiuti dopo l’attentato alla Manchester Arena, le forze dell’ordine, hanno trovato materiale per realizzare altri ordigni esplosivi. Ne dà notizia l’Independent, secondo cui potevano essere utilizzati in “attacchi imminenti”. Sui media del Regno Unito inoltre l’ipotesi che circola è che l’appartamento perquisito ieri dagli agenti nel centro della città fosse utilizzato proprio per la costruzione delle bombe.
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