Caso Epstein, pubblicate 3 milioni di pagine: il nome di Trump in 3.200 documenti

Il nome di Donald Trump compare in 3.200 documenti, compreso quello in cui una minorenne ha affermato di essere stata costretta a praticare sesso orale al tycoon 35 anni fa.
Todd Blanche: “Oggi pubblichiamo più di tre milioni di pagine, inclusi più di 2.000 video e più di 180.000 immagini”. L’annuncio arriva dal vice sceriffo del Dipartimento di Giustizia, nel corso di una conferenza stampa. La sua e’ una figura centrale in questo delicato passaggio istituzionale data la sua passata vicinanza a Donald Trump e la frequentazione dei medesimi ambienti di Epstein negli anni ’90. Blanche ha smentito ogni ipotesi di interferenza politica: “Abbiamo rispettato la legge e non abbiamo protetto il presidente Trump né protetto o mancato di proteggere nessuno”.
Il termine per pubblicare i documenti relativi al caso Epstein, come fissato dal Congresso, era già scaduto da oltre un mese. Il ritardo, si giustifica l’amministrazione, è dovuto alla complicata redazione di informazioni sensibili sulle vittime. Sono ad esempio state oscurate tutte le immagini delle donne presenti, a eccezione di Ghislaine Maxwell, ex compagna e complice di Epstein, condannata a 20 anni di carcere nel 2022 per traffico di minorenni, che testimonierà sul caso davanti al Congresso il prossimo 9 febbraio. Nei nuovi file c’è anche la foto segnaletica, mai vista prima, che risale al suo arresto, nel luglio del 2020.
I dem non sono soddisfatti e annunciano battaglia. Il vice procuratore Blanche ha precisato che al suo dicastero sono arrivate sei milioni di pagine su Epstein, di cui molte non sono state pubblicate perché in grado di mettere a rischio indagini federali, o perché contenenti foto di abusi su bambini o informazioni personali sulle vittime. Una spiegazione che però non convince molti osservatori che lamentano un eccessivo numero di file rimasti secretati.
Intanto 20 delle vittime di Epstein hanno criticato la pubblicazione dei documenti dell’ex finanziere, molti dei quali espongono i loro nomi “mentre proteggono quelli degli uomini che hanno abusato di loro”.