Discorso-show di Trump in vista del voto di novembre: “5mila dollari a tutti gli americani” in caso di vittoria

Elezioni di medio termine negli Stati Uniti. All’American Airlines Center, Trump ha chiesto agli elettori di affrontare le elezioni di metà mandato del 3 novembre come se il suo nome fosse sulla scheda. Al cruciale appuntamento il tycoon arriva con l’indice di gradimento al 32%, un livello che nella tradizione delle elezioni di metà mandato espone il partito alla Casa Bianca al rischio di perdere seggi al Congresso. Il presidente ha promesso un ‘dividendo Trimp’ da cinquemila dollari a ogni cittadino adulto statunitense se i repubblicani manterranno la maggioranza alla Camera e al Senato dopo il voto di novembre.

Trump ha definito le elezioni di novembre “le più importanti nella storia del nostro Paese”
e ha ribadito che l’esito del voto deciderà se il Paese partirà “col piede sbagliato” per i prossimi 250 anni o proseguirà “senza mai voltarsi indietro”. Il presidente ha ricordato che le elezioni di metà mandato in genere puniscono il partito alla Casa Bianca, ma ha detto di aspettarsi che “la grande maggioranza degli americani si farà avanti” il 3 novembre. “Se perdiamo, voi perderete il controllo dei confini, perderete il taglio delle tasse, perderete la vostra sicurezza. Perderete la vostra ricchezza. Il nostro Paese attraverserebbe un inferno e voi vivrete un inferno come è successo appena due anni fa”, ha quindi aggiunto Trump, riferendosi alla presidenza Biden.

Nel suo lungo discorso-show, il tycoon è ritornato sulla possibilità di rinominare gli oceani, dopo aver ricordato di aver ribattezzato Golfo America il Golfo del Messico e Lago America il lago Ontario. Ha poi ipotizzato di rinominare il New Mexico, Stato confinante, in “New America”, un’idea accolta con applausi dalla platea.

Sui dazi ha detto: “sono la mia parola preferita”. “Renderanno l’America ricca. Ci stanno rendendo molto più ricchi di quanto avessimo mai immaginato; stiamo incassando migliaia di miliardi di dollari”.

Focus anche su petrolio, Venezuela e Iran. Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti producono oggi petrolio e gas “come mai prima”, più di Russia e Arabia Saudita messe insieme. Ha definito l’intesa raggiunta con il Venezuela “il più grande accordo sul petrolio” che ha assicurato agli States rivendicando il controllo su “sessantacinque milioni di barili di petrolio”. Per quanto riguarda il conflitto con l’Iran, il presidente ha difeso l’attacco condotto con i bombardieri B-2, sostenendo che senza quell’intervento, Teheran disporrebbe oggi di un’arma nucleare. Poi ha rassicurato: la guerra con l’Iran “finirà subito dopo le elezioni” del 3 novembre.