Iran, primo discorso al paese della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei

Primo discorso al Paese di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran rimasto ferito dopo un raid. “Vendicheremo il sangue dei martiri di Minab”, ha promesso, in un messaggio letto da un presentatore alla tv di Stato.
“Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo”, ha detto Mojtaba Khamenei, invitando i Paesi della regione a chiudere le basi statunitensi.
“Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini. I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta”. Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo intervento pubblico.
“Promettiamo alla defunta Guida suprema” Ali Khamenei “che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell’Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità”. Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema dell’Iran in seguito alla morte del padre, Ali Khamenei.
“Promettiamo alla defunta Guida suprema” Ali Khamenei “che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell’Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità”. Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema dell’Iran in seguito alla morte del padre, Ali Khamenei.
Intanto per il ministro della difesa Giudo Crosetto: “L’attacco alla base italiana a Erbil è stato deliberato. Quella è una base della Nato che è anche americana. Già negli scorsi giorni erano avvenuti degli incidenti o dei tentativi d’attacco. Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione perché è più sicuro degli alberghi. Noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione. Degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile perché non possiamo mandare un aereo e deve avvenire via terra, dalla Turchia”, ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato dal Tg1 in merito all’attacco alla base italiana di Erbil. “Il contingente era già stato avvisato della possibilità, dalle 8:30 avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza quindi erano entrati nelle aree protette per cui non c’è stato alcun danno al contingente”, ha detto Crosetto che ha poi aggiunto: “Questa guerra dimostra sempre di più che la stabilizzazione di quelle zone è fondamentale”.