Progetto Silva, domani si decide. La Commissione Europea chiede chiarimenti alla Provincia

Ore infuocate per il destino dell’area ex Safond in via Terraglioni a Montecchio Precalcino (ora di proprietà del gruppo EcoEridania): si moltiplicano le prese di posizione contrapposte e arrivano sia dalla politica che dalle istituzioni (anche europee) e dal mondo economico.
Domani la Conferenza dei Servizi formata da 13 enti dovrà decidere a porte chiuse, infatti, l’esito dell’iter autorizzativo sul progetto di Silva Srl: il progetto prevede – in un’area già in passato posta sotto sequestro per gravi problematiche ambientali in particolare perchè sorge sotto la falda aquifera più importantre del Veneto – la realizzazione di una piattaforma multifunzione per il recupero di rifiuti sanitari e per la produzione di “EoW” (End of Waste) per fonderie.
Nei giorni scorsi un comunicato un comunicato del gruppo EcoEridania e uno di Assofond (Confindustria), avevano ribadito la strategicità del nuovo impianto. Il pruppo proprierario dell’area, in particolare, aveva ribadito come il progetto sia “un intervento industriale e ambientale che punta a rafforzare la sicurezza, migliorare la gestione dei rifiuti sanitari e consolidare un’attività presente sul territorio da oltre quarant’anni”.
La notizia di oggi è che la Provincia di Vicenza ha ricevuto una richiesta di chiarimenti da parte della Commissione Europea, a seguito dell’audizione davanti alla Commissione Petizioni a Bruxelles del Comitato Tuteliamo la salute, lo scorso 25 febbraio. Questa mattina è arrivata al Comitato Tuteliamo la Salute – che da 14 mesi si batte perchè non venga dato l’ok al progetto, una lettera direttamente dalla Commissione Europea Bruxelles.
“La commissione per le petizioni ha inoltre deciso di trasmettere la Sua petizione alle autorità nazionali competenti e di inviare loro una lettera con una richiesta di chiarimenti sugli aspetti sollevati durante la discussione” scrive il Commissario Europeo Bogdan Rzońca, che è a capo della commissione Petizioni. La Commissione Europea ha dunque scritto alla Provincia di Vicenza, come era stato richiesto lo scorso 25 febbraio, quando il Comitato Tuteliamo la Salute era stato ricevuto a Bruxelles.
“Abbiamo proseguito l’esame della Sua petizione, tenendo in debita considerazione le informazioni scritte e orali fornite da Lei e da un rappresentante della Commissione europea” prosegue il Commissario Ue. “In seguito alla discussione, la commissione per le petizioni ha deciso di chiedere alla Commissione europea ulteriori informazioni aggiornate sui vari aspetti della questione”, prosegue Rzońca che conclude: “Una volta ricevute le informazioni richieste, la commissione per le petizioni proseguirà l’esame del suo fascicolo”. “Sono parole molto importanti quelle ricevute questa mattina, che confermano ancora una volta l’attenzione delle autorità europee alla vicenda, ci rassicura sapere che si sta vigilando con attenzione su quanto sta avvenendo qui in Italia, dove gli interessi del profitto di pochi sembrano mettere a rischio la tutela di salute e ambiente di molti”, affermano i rappresentati del Comitato.
“Dopo che le preoccupazioni del Comitato erano state sostenute all’unanimità da tutti i gruppi politici presenti e dopo che la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti alla Provincia di Vicenza – dichiara il Comitato – sarebbe arrivata l’ora che la si metta la parola fine definitiva ad un progetto che, sarebbe migliorativo soltanto per le tasche di pochi, ma non di sicuro per la salute e l’ambiente di molti.
Silva, altra tegola. L’Ulss7 dopo aver tergiversato boccia il progetto: “Non compatibile”
La presa di posizione della lista di minoranza in Provincia
Rispetto alla decisione che verrà presa domani, tornano a farsi sentire anche i Consiglieri Provinciali di minoranza del Gruppo Vicenza in Comune (Mattia Pilan, Marco Guzzonato, Carlo Gecchelin, Enrico Storti, Roberto Campagnolo e Massimo Zulian). Chiedono esplicitamente che domani si bocci in via definitiva il progetto o che, “al massimo”, che si rinvii la discussione finale a quando saranno approvate in Regione le zone di salvaguardia, come chiesto dall’autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali.
I consiglieri ricordano che la presa di posizione di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane, a favore del progetto industriale di ampliamento presentato da Silva, è “in aperto contrasto con i dubbi e le critiche avanzati in questi mesi da Comitati di cittadini, associazioni ecologiste, rappresentanti istituzionali di vario livello, e persino la Commissione Europea, giustamente preoccupati dalle ricadute ambientali di un simile progetto in un’area che insiste su un bacino acquifero fondamentale e su una falda freatica vicinissima alla superficie che alimenta non solo il territorio locale, ma garantisce l’acqua potabile per migliaia di abitanti dei comuni padovani”.
Richieste di sospensione e pareri contrari
“In questo contesto – aggiungono – nessuno mette in discussione il ruolo delle fonderie nella manifattura veneta e dell’economia circolare, ma dopo il disastro Miteni e i 3 milioni di metri cubi di materiale contaminato da Pfas spostati dai cantieri della Pedemontana in 28 siti del vicentino, riteniamo che vada sempre applicato con attenzione il principio di precauzione a tutela dei cittadini veneti di un’area già martoriata dall’inquinamento.
Ricordiamo che da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali il 13 febbraio scorso è stata richiesta formalmente la sospensione dell’iter autorizzativo perché potrebbe interferire con le aree di salvaguardia delle opere di captazione destinate al consumo umano nei Comuni di Dueville e Villaverla, zone che potrebbero subire ripercussioni dall’impianto Silva, e che l’Ulss 7 Pedemontana ha espresso parere
negativo dichiarando il progetto ‘non compatibile’ con il sito, così come hanno fatto Viacqua e Acegas”.
“Ricordiamo – aggiungono ancora – che nell’ultima conferenza stampa tenutasi in Provincia sulla questione, il Sindaco di Montecchio Precalcino aveva espresso forti dubbi sull’opportunità di prendere una decisione prima dell’approvazione delle aree di salvaguardia da parte della Regione, per le interferenze che tali aree potrebbero subire dall’impianto Silva”.