Medio Oriente, Trump promette un attacco più duro. E le Borse europee pagano un conto salato

Donald Trump si prepara a colpire l’Iran ancora più duramente di quanto non abbia già fatto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Lo annuncia lo stesso presidente degli Stati Uniti che ha anche minacciato di allargare a nuovi bersagli gli attacchi sull’Iran. “A causa del cattivo comportamento dell’Iran – ha scritto su Truth – ci sono aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati presi in considerazione come obiettivi, destinati alla distruzione completa e alla morte certa.” L’Iran, dal canto suo, ha criticato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per quelli che giudica commenti fuorvianti sul conflitto. “Questo non è ‘un combattimento’, si tratta di un ‘atto di aggressione non provocato e lanciato da due regimi dotati di armi nucleari contro l’Iran”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.
Soffre l’economia con le Borse europee che pagano un conto salato dopo l’inizio del conflitto. In una settimana all’insegna della volatilità, l’indice che raggruppa i principali titoli quotati sui mercati azionari europei, ha bruciato 918 miliardi di euro. I listini azionari europei hanno chiuso in perdita fra lo 0,6 e l’1%, con Milano giù dell’1,02% trainati anche da una Wall Street negativa. Lo scenario di una possibile stagflazione mette ancora più in difficoltà la Fed, stretta fra le pressioni dell’amministrazione Trump a tagliare e stimolare l’economia visti anche i dati negativi sulla disoccupazione, e quella di fare fronte all’inflazione in arrivo a seguito del balzo del petrolio.
L’appello di Papa Leone. La Chiesa “proclama il Vangelo della pace” ed è “pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale”: lo ha detto questa mattina Papa Leone XIV ricevendo in udienza i cappellani militari. “La pace non è soltanto assenza di conflitto, ma pienezza di giustizia, di verità e di amore”. La Chiesa è “al servizio del dialogo tra i popoli”, ha sottolineato Prevost nell’udienza ai cappellani militari, un ruolo che “si svolge spesso nel silenzio, nei luoghi di pace e in quelli di conflitto, nei sedimi militari e nei contesti operativi, nelle cappelle e nelle tende da campo. È lì che la cura del gregge del Signore si manifesta attraverso la testimonianza della vita, l’annuncio del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia e dei Sacramenti, l’ascolto paziente e l’accompagnamento spirituale”, ha detto il Pontefice che ha ricevuto in udienza Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri, in Libano.